La società civile, la politica estera e la crisi dei rifugiati

La società civile, la politica estera e la crisi dei rifugiati

Oggi giornata a Bruxelles: prima alla riunione settimanale del Collegio dei Commissari per preparare il Consiglio Europeo di domani, poi alla plenaria del Comitato economico e sociale europeo, dove abbiamo parlato del ruolo che le imprese, i sindacati e le Ong possono svolgere nella nostra politica estera, perché è sempre più evidente che una politica estera efficace non può fare affidamento solo sui governi. Gli attori non-governativi hanno un peso crescente nella nostra regione e nel mondo: è nella società che spesso nascono i conflitti, ed è solo dalla società che possono arrivare soluzioni reali.

Ho accennato anche al lavoro straordinario che la società civile sta mettendo in atto nell’accoglienza dei rifugiati. Troppo spesso in queste settimane sentiamo parlare del bisogno di “difendere i nostri confini” durante questa crisi: ma i confini si difendono dai nemici, non da chi fugge da una guerra. Non possiamo agire guidati dal panico, bisogna ragionare a mente lucida. E la razionalità ci dice che finora tutti i tentativi nazionali di risolvere la questione hanno fallito: la scelta è tra fallire ancora e provare a costruire una risposta efficace, cioè una risposta europea.

Qui il video del mio intervento di oggi.