Al lavoro, con più determinazione di prima

Al lavoro, con più determinazione di prima

Scrivo in viaggio da Strasburgo a Varsavia, dalla sessione del Parlamento Europeo al vertice della NATO.

A Strasburgo è stata una sessione intensa, con la presentazione in plenaria della Strategia globale sulla politica estera e di sicurezza (qui il video), la discussione sui nostri rapporti con la Cina (dove sarò la prossima settimana per il vertice UE-Cina, qui il video dell’intervento), la presentazione del rapporto del Quartetto sulla via da seguire per la soluzione dei due Stati in Israele e Palestina (qui il video). Nella seduta di ieri, ho avuto anche l’opportunità di annunciare una bella notizia all’Aula: un altro bambino è nato a bordo di una delle navi dell’operazione Sophia – che porta il nome di una bimba nata l’estate scorsa su una delle nostre navi. È un piccolo segnale di speranza, di vita, che racconta un’Europa che salva e che accoglie. L’Europa migliore. E il contrasto non potrebbe essere più netto con quello che è successo a Fermo. Il nostro continente, che ha conosciuto gli orrori del passato, non può lasciare posto al razzismo, all’odio, alla violenza.

È anche per questo che il nostro lavoro continua, che l’Unione va avanti, con più forza e determinazione di prima. Perché ciò che abbiamo – un’Europa unita, spazio di pace e di libertà – ha un valore che a volte diamo per scontato, ma che va coltivato ogni giorno. L’ho visto in modo chiarissimo lunedì a Parigi, al vertice con i leader dei paesi dei Balcani occidentali, insieme a François Hollande e Angela Merkel. Vista da lì, da quella parte di Europa che ancora venti anni fa era distrutta dalla guerra, l’Unione Europea è il più grande sogno di pace e integrazione che il nostro continente abbia mai conosciuto. A volte, la forza e l’attrattiva della nostra Unione sono più evidenti quando la osserviamo da fuori, con gli occhi dei nostri vicini e dei nostri partner (qui ci sono le mie dichiarazioni alla fine del vertice).

L’ho visto chiaramente anche in un altro incontro importante, a Bruxelles, col presidente argentino Maurizio Macri e il ministro degli Esteri Susana Malcorra. Era la prima visita a Bruxelles di un presidente argentino da quasi vent’anni: non è un caso, dopo sette mesi di lavoro intenso e molto produttivo con il nuovo governo. E non è stata solo una visita di cortesia: la nostra cooperazione – sulla sicurezza, sull’economia e sulla cultura – non è mai stata così forte (qui c’è la conferenza stampa al termine dell’incontro).