Dichiarazione sulla Libia

Dichiarazione sulla Libia

Bruxelles, 6/11/2014 Dichiarazione sulla Libia La Libia ha bisogno più che mai di un’iniziativa politica forte, duratura e comune. L’Unione Europea continua a ritenere che il dialogo, in qualsiasi forna, resti cruciale a che la soluzione della crisi richieda una definizio politica. Appoggiamo pienamente gli sforzi del Rappresentante Speciale del Segretario generale delle Nazioni Unite, Bernardino Leon, con cui ho parlato questa mattina per ribadirgli che l’UE resta impegnata a lavorare al fianco dell’Onu. E’ essenziale che tutte le parti collaborino con lui nella ricerca di soluzioni urgenti alla situazione sempre più drammatica che la Libia affronta oggi. Tutte le operazioni militari devono cessare e tutte le parti devono evitare qualsiasi passo che divida ulteriormente il Paese. L’UE resta impegnata ad assistere la popolazione libica nella ricerca di vie politiche oer risolvere la crisi e assicurare unità, governabilità e la costruzione di istituzioni per un futuro di pace e stabilità per tutti i...
A presto

A presto

Sono state lunghe settimane di silenzio, su questo blog, e spero mi scuserete. Non sono certo mancate le cose da scrivere, da raccontare, anzi. Quel che è mancato è stato il tempo, e forse anche l’energia per farlo. È stato un periodo particolarmente intenso, denso di cambiamenti profondi e in parte inaspettati. Preparare l’avvio del lavoro europeo che inizierò da domani, e contemporaneamente esercitare le mie funzioni di Ministro degli Esteri italiano, non è stato facile. Soprattutto in un momento di così forte instabilità e gravi tensioni internazionali. Sono stati mesi difficili, faticosi, ma anche bellissimi, quelli passati alla Farnesina. Li racconto qui , con un resoconto completo del lavoro fatto. E sono stati anni difficili, faticosi, ma anche bellissimi, quelli passati in Parlamento. Ho lasciato la Camera dei Deputati ieri, con emozione ed orgoglio che potete leggere  e vedere qui . Oggi lascio il governo, pronta da domani a guidare, per i prossimi cinque anni, la politica estera e di sicurezza dell’Unione Europea. Sarà una sfida affascinante, immensa ma non impossibile, che spero di poter affrontare con la forza che la grande tradizione della politica estera ed europea del nostro Paese può darmi. So bene che la sfida è duplice: c’è da assicurare una gestione immediata delle tante e gravi crisi aperte tutto intorno ai confini europei, con lungimiranza e nel segno dell’unità; e c’è da tracciare la via di una vera visione comune, europea, del nostro ruolo e del nostro posto nel mondo. E ben al di là di questo, c’è la consapevolezza che in questi prossimi cinque anni dovremo riuscire a portare quella voglia di cambiamento...
Incontro con il segretario generale della NATO Jens Stoltenberg

Incontro con il segretario generale della NATO Jens Stoltenberg

Nel mio secondo giorno in servizio ho incontrato il segretario generale della NATO Stoltenberg. Durante l’incontro entrambi abbiamo convenuto di lavorare in futuro a stretto contatto sulle questioni della sicurezza e della difesa. L’UE e la NATO condividono 22 Stati membri, perciò le rispettive agende in materia di sicurezza e difesa sono naturalmente in gran parte allineate. Nel nostro primo incontro io e il segretario generale della NATO Stoltenberg ci siamo ripromessi di continuare la positiva collaborazione fra le due organizzazioni. Parlando in una conferenza stampa dopo l’incontro, ho detto: «Ci attende una sfida comune: un contesto che è ogni giorno più preoccupante in termini di sicurezza. La cooperazione fra noi dovrebbe migliorare, perché è l’unico modo di disporre di capacità militari efficaci sul campo.» Entrambi abbiamo concordato di incontrarci regolarmente a Bruxelles. Ho invitato il segretario generale della NATO a prendere parte al prossimo Consiglio «Affari esteri», la riunione dei ministri degli Esteri dell’UE, il 18 novembre a Bruxelles e ha acconsentito di partecipare alla prossima riunione dei ministri degli Esteri della NATO a dicembre. L’incontro ha permesso uno scambio delle rispettive opinioni su alcune delle questioni più importanti in agenda per quanto riguarda la politica di sicurezza e di difesa. Sull’Ucraina e la Russia entrambi abbiamo condiviso la necessità di una reazione ferma e forte, pur mantenendo un canale aperto al dialogo per una soluzione politica in Ucraina. Io e Stoltenberg abbiamo poi discusso delle questioni relative al Medio Oriente e al Mediterraneo, in particolare di Siria, Iraq e Libia, nonché della situazione nei Balcani occidentali, dove sia la NATO che l’UE sono...
«Siamo tutti parte di una squadra»: mi rivolgo al personale del SEAE

«Siamo tutti parte di una squadra»: mi rivolgo al personale del SEAE

Nel mio primo giorno in servizio ho presentato per quasi due ore, al personale del SEAE, le mie priorità per i prossimi cinque anni .Ho colto l’occasione per uno scambio di idee diretto sul modo di proseguire il cammino del servizio. «Siamo tutti parte di una squadra» ho detto a una platea gremita di addetti del SEAE e del Servizio per gli strumenti di politica estera (FPI) della sede centrale a Bruxelles, nonché a migliaia di addetti delle delegazioni dell’UE che hanno seguito l’intervento in diretta. Ho parlato delle sfide future: «Se guardiamo alle crisi che ci circondano, è chiaro che dobbiamo agire in maniera responsabile non solo nell’area di vicinato, ma anche a livello globale.» Ho evidenziato in particolare la necessità che tutte le istituzioni lavorino insieme per trovare soluzioni efficaci: «L’unico modo efficace per affrontare le sfide future è lavorare insieme.» Ciò presuppone innanzitutto una mentalità comune: «Dobbiamo pensare e agire insieme, noi come Unione europea, e non come singole istituzioni.» ho poi invitato il personale a proporre nuove idee. «Questo è un nuovo inizio» ha detto «e conto sulle vostre idee». In chiusura ho detto che, nonostante le difficili sfide future, è fiduciosa per il lavoro dei prossimi cinque anni. «Sento l’energia che c’è oggi in quest’aula». «Abbiamo l’opportunità di dimostrare che l’Unione europea è qualcosa di unico e bello. Mi sento privilegiata a lavorare con voi per far diventare realtà il sogno europeo.» Per saperne di più: Segui Federica Mogherini su Twitter @FedericaMog e il SEAE @eu_eeas Leggi le ultime notizie dagli ambasciatori e delegazioni dell’UE in tutto il mondo Visita il sito internet del SEAE...
La mia nomina ad alto rappresentante dell’UE per gli affari esteri e la politica di sicurezza e vicepresidente della Commissione europea

La mia nomina ad alto rappresentante dell’UE per gli affari esteri e la politica di sicurezza e vicepresidente della Commissione europea

Il 1° novembre  succedo a Catherine Ashton nel ruolo di alto rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza e vicepresidente della Commissione europea e inoltre a capo del Servizio europeo per l’azione esterna. In agosto 2014 sono stata nominata alto rappresentante dai leader di tutti i 28 Stati membri dell’Unione europea. La mia nomina è stata approvata da un’audizione seguita dal voto del Parlamento europeo per l’intera Commissione europea, di cui sono vicepresidente. Parlando durante l’audizione al Parlamento europeo il 6 ottobre 2014, ho detto: «Credo che le domande cui dobbiamo rispondere siano quelle che ci pongono i nostri cittadini. In questo mondo difficile, in questi tempi difficili, cosa fa l’Unione europea? Da che parte stiamo? Come possiamo essere sicuri di adempiere al nostro ruolo in questi tempi difficili?» Ho continuato: «Gli strumenti li abbiamo: direi che, dopo il trattato di Lisbona, li abbiamo davvero in mano. Abbiamo attivato il Servizio per l’azione esterna, ad esempio. Durante i prossimi cinque anni dobbiamo plasmare la nostra politica, visione e strategia comuni. Questo è il mio primo compito per i prossimi cinque anni: dar forma a una vera politica comune.» Fondamentali sono la responsabilità, il lavoro insieme e il coordinamento Durante l’audizione con i parlamentari europei, la signora Mogherini ha fissato le tre cose necessarie per raggiungere l’obiettivo di una politica, una visione e una strategia comuni. «Primo, penso che ci sia bisogno di responsabilità da parte di tutti noi, in tutti gli Stati membri. Dobbiamo costruire la nostra visione comune insieme fin dall’inizio.» «Secondo, dobbiamo lavorare insieme. Sarò contenta se, fra cinque anni, non ci sarà...