Interesse nazionale o europeo? Il mio discorso a Chatham House

Interesse nazionale o europeo? Il mio discorso a Chatham House

È stato un onore poter parlare oggi a Chatham House, a Londra, uno dei più prestigiosi think-tank di affari internazionali del mondo. Il mio intervento ruotava intorno alle “sfide all’Europa nel nostro vicinato”, e trovandomi a parlare a un pubblico britannico ho provato a mettere l’accento su una cosa: davvero pensiamo che, nel mondo d’oggi, gli interessi nazionali degli Stati membri dell’Unione siano alternativi agli interessi europei? Viviamo in un mondo complesso: le sfide che ci vengono rivolte provengono da attori statali e non statali, da vecchie potenze e da forze emergenti. Si parla di guerra cibernetica, e allo stesso tempo dobbiamo fare i conti con minacce di tipo molto più tradizionale. Battaglie per il controllo di terra e risorse, e guerre di propaganda sui social media. Tutto troppo difficile per noi? No, l’Europa deve essere consapevole di avere un potenziale enorme. Possiamo essere una “potenza responsabile” nel nostro vicinato. Dirò di più: possiamo essere una superpotenza – anche se molti sorridono quando lo dico. Per esserlo, però, dobbiamo renderci conto che il nostro principale punto di forza è la nostra unità. Nessuno di noi, da solo, può pensare di affrontare le minacce del mondo d’oggi. Possiamo farcela solo se restiamo uniti, se procediamo insieme. Qui c’è il testo integrale del discorso, in...
Col presidente Abbas, per i due Stati

Col presidente Abbas, per i due Stati

Quando sono stata scelta come Alto rappresentante per la politica estera europea, ho deciso che il mio primo viaggio fuori dall’Unione sarebbe stato in Medio Oriente. Perché non possiamo accontentarci dello status quo: il processo di pace deve riprendere al più presto. L’ho ripetuto oggi al presidente palestinese Mahmoud Abbas, che ho incontrato insieme al presidente Juncker. L’Europa continua a credere nella soluzione dei due Stati, con uno Stato di Palestina indipendente e democratico che viva fianco a fianco a Israele e agli altri vicini, in pace e in sicurezza. Per questo i negoziati diretti tra israeliani e palestinesi devono ricominciare appena possibile. E per questo ho voluto che il Quartetto per il Medio Oriente – formato da Onu, Stati Uniti, Russia e dall’Unione europea – tornasse a riunirsi, l’8 febbraio scorso a Monaco. L’Europa si trova in una posizione unica rispetto al processo di pace: siamo un solido partner politico ed economico di Israele, e siamo uno dei principali donatori per l’Autorità palestinese. Useremo questa posizione per favorire in ogni modo la ripresa del cammino verso la...
“Putin ha gli strumenti per chiudere la crisi. La Ue non vuole armare l’Ucraina” – Intervista a La Repubblica

“Putin ha gli strumenti per chiudere la crisi. La Ue non vuole armare l’Ucraina” – Intervista a La Repubblica

La Repubblica Federica Mogherini L’ Alto rappresentante per la politica estera ricostruisce il percorso che ha portato alla proposta di pace europea: “Dopo le bombe su Mariupol abbiamo deciso di accelerare Al Cremlino ieri c’ era tutta l’ Europa” (BRUXELLES) IL PRESIDENTE Hollande e la cancelliera Merkel fanno la spola tra Kiev e Mosca, tra Poroshenko e Putin, per proporre quella che definiscono «una pace europea». E lei, che è l’ Alto rappresentante della Ue per la politica estera? Non si sente tagliata fuori? Federica Mogherini sorride nell’ auto blindata che corre verso l’ aeroporto. È appena uscita da un incontro con il vice-presidente americano Biden e sta partendo per Monaco dove oggi e domani si ritrova il Gotha della diplomazia mondiale. «A parte il fatto che questi sono vertici a livello di capi di Stato e di governo, e il mio riferimento sono i ministri degli Esteri, da mercoledì seguo passo per passo in contatto costante con Berlino questo tentativo. Merkel e Hollande sono portatori di una proposta autenticamente “europea”. E questo, se permette, è un fatto positivo. Da mesi diciamo come Ue che appoggiamo gli sforzi diplomatici in ogni formato, e su questo abbiamo lavorato tanto…». Come è nata questa svolta? «Il lungo silenzio si è rotto dopo il bombardamento di Mariupol e la dura reazione della Ue. Al Consiglio dei ministri degli Esteri europei abbiamo preso la decisione di estendere fino a settembre le sanzioni esistenti e abbiamo concordato, restando uniti, una nuova lista di nomi da colpire. A questo punto si è mosso qualcosa per rilanciare gli accordi di Minsk. Berlino ci ha subito informati e consultati. Ma le...
“Al terzo vertice CELAC a San José, Costa Rica”

“Al terzo vertice CELAC a San José, Costa Rica”

Questa settimana l’Alto Rappresentante e Vicepresidente della Commissione europea Federica Mogherini ha partecipato al terzo vertice della Comunità di Stati latinoamericani e dei Caraibi (CELAC) in Costa Rica. I capi di Stato e di Governo si sono riuniti a San José (Costa Rica) il 27 e 28 gennaio per affrontare questioni fondamentali come la lotta contro la povertà e il buon governo, continuando allo stesso tempo a plasmare il futuro dell’organizzazione regionale. Il vertice della CELAC, ha detto l’AR/VP Mogherini, è stato l’occasione per garantire l’impegno dell’UE nel rafforzamento delle relazioni con l’America Latina, per affrontare inoltre questioni «che sono al centro della cooperazione esterna dell’UE e per illustrare la forte visione di società che abbiamo in comune con i paesi dei Caraibi e dell’America Latina». Il vertice ha dato l’opportunità all’AR/VP Federica Mogherini di incontrare i leader politici della regione, rivedendo così la cooperazione bi-regionale e scambiando idee sulle sfide globali comuni in vista del vertice UE-CELAC che si svolgerà a Bruxelles il 10 e 11 giugno di quest’anno. Durante gli incontri bilaterali con diversi partner regionali, tra cui Messico, Ecuador, Perù, Cuba e il gruppo CARIFORUM, Mogherini ha discusso temi di interesse comune, come il cambiamento climatico, l’agenda per lo sviluppo post 2015, la sicurezza, l’istruzione e...