Storia e futuro nel mio viaggio a Cuba

Storia e futuro nel mio viaggio a Cuba

A gennaio scorso, al summit del CELAC in Costa Rica, ho incontrato per la prima volta il presidente Raúl Castro. In quell’occasione mi invitò a far visita a Cuba: ho cercato di onorare l’impegno appena possibile. E non poteva capitare un momento più stimolante per recarsi all’Avana! Oggi ho avuto il piacere di passare un paio d’ore con lui: abbiamo discusso un’ampia lista di questioni che riguardano i rapporti tra Cuba e l’Europa, senza esclusioni, e poi la riapertura dei rapporti con gli Stati Uniti, le relazioni regionali, un po’ di storia ma soprattutto molto futuro. Ho incominciato la mia vista incontrando il cardinal Ortega, stamattina. Con lui ho discusso non solo il ruolo della Chiesa a Cuba, ma anche gli sforzi diplomatici della Chiesa cattolica in tutta la regione. Sono passata poi agli incontri economici: col ministro Malmierca abbiamo parlato di relazioni commerciali, cooperazione e investimenti stranieri, col ministro Murillo si è discusso dell’implementazione dei lineamentos e di come rafforzare i rapporti UE-Cuba nel corso di questo processo. Ho conosciuto poi il presidente dell’assemblea nazionale, Esteban Lazo, prima di un lungo incontro con la mia controparte, il ministro degli esteri Rodríguez, che avevo già incontrato al CELAC di San José. Dopo l’incontro col presidente Castro, ho avuto l’occasione – davvero interessante – di incontrare alcuni dei maggiori intellettuali, musicisti, registi e in genere dei protagonisti della vita culturale dell’isola, che è un punto di riferimento anche per la cultura europea. Abbiamo discusso di rafforzare la cooperazione in ambito culturale. Dimenticavo: ieri sera, all’arrivo, ho incontrato tutti i diplomatici europei presenti qui a L’Avana. È stato il modo ideale per avere un punto di...
Al lavoro per un buon accordo con l’Iran

Al lavoro per un buon accordo con l’Iran

Un incontro utile quello di oggi col ministro degli esteri iraniano Mohammad Javad Zarif, nella sede del Servizio europeo di azione esterna a Bruxelles. Insieme a me c’erano i ministri degli esteri dei tre paesi europei impegnati nei colloqui sul nucleare iraniano: Laurent Fabius, Frank Walter Steinmeier e Philip Hammond. Credo sia stato un passo importante verso un accordo che garantisca la comunità internazionale sulla natura esclusivamente pacifica del programma nucleare dell’Iran. Da domani Helga Schmid, la nostra “direttrice politica” ai negoziati, si unirà ai colloqui bilaterali in corso tra Iran e Stati Uniti. Da mercoledì prossimo i colloqui a livello di direttori politici riprenderanno a Losanna. Non ci accontenteremo di un accordo qualsiasi: stiamo provando a raggiungere un buon accordo, che risolva in modo credibile tutte le questioni sul tavolo. Abbiamo bisogno di un ultimo scatto verso quella che può rivelarsi una soluzione “win-win”, in cui entrambe le parti hanno qualcosa da guadagnare. Può suonare retorico, ma siamo davvero di fronte ad un’opportunità storica. Non possiamo permetterci di sprecarla....
A Sharm el Sheikh, col pensiero alla Libia

A Sharm el Sheikh, col pensiero alla Libia

Il governo egiziano mi ha invitato alla Egypt Economic Development Conference a Sharm el Sheikh: è un riconoscimento importante del ruolo che l’Europa può avere nel rilancio del paese, essendo tra l’altro il suo primo partner commerciale e il primo investitore straniero. Ma il viaggio a Sharm è stato anche un’ottima occasione per discutere delle vicende della regione col presidente egiziano Abdel Fattah al Sisi, col re di Giordania Abdullah II, col ministro degli esteri degli Emirati arabi sheikh Abdullah bin Zayed Al Nayahan e con gli altri leader presenti. Una questione ha tenuto banco più delle altre: la Libia. Ho ribadito a tutti i miei interlocutori che non esiste nessuna soluzione militare alla crisi. L’unica ipotesi percorribile è quella della formazione di un governo di unità nazionale. Si parte da qui. L’Europa è pronta a sostenere qualsiasi passo avanti in questa direzione, lavorando in stretto coordinamento con l’inviato dell’Onu Bernardino Leon. Ma è alle fazioni libiche – insieme ai loro sponsor regionali – che tocca il primo passo, e a nessun altro....
Al Consiglio di Sicurezza dell’Onu

Al Consiglio di Sicurezza dell’Onu

Prima volta per me al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, su invito della presidenza francese. Si parlava di cooperazione tra l’Onu e l’Unione europea e ci tenevo a ribadire la mia e nostra convinzione di europei che l’unico ordine mondiale possibile, al giorno d’oggi, è basato sul multilateralismo. L’alternativa è il caos, il disordine mondiale. Quella multilaterale è una scelta di valori, ma anche un atto di realismo. Lo stesso segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon ha spiegato bene che le sfide che affrontiamo non sono mai state così complesse. L’epoca delle superpotenze che si dividono il mondo in sfere di influenza è finita. Il numero di attori si è moltiplicato. Abbiamo bisogno di cooperazione, più che mai. Traduco in italiano l’ultima parte del discorso, l’integrale in inglese lo trovate qui. La nostra Unione, l’Unione europea, è fondata sugli stessi valori che hanno portato alla creazione delle Nazioni Unite, settant’anni fa. In settant’anni le minacce alla pace si sono evolute di continuo. Anche noi dobbiamo evolverci. I nostri strumenti vanno aggiornati alle nuove sfide. Ma le nostre speranze e le nostre aspirazioni – preservare dalla guerra le nuove generazioni, combattere per la democrazia e i diritti umani, promuovere il progresso sociale – sono ancora le stesse. L’Unione europea è fiduciosa di poter svolgere un ruolo chiave verso un futuro di pace. Ma ci serve la collaborazione di tutti, sotto la guida dell’Onu. Avremo successo solo se ognuno farà la propria parte. Avremo successo solo se le Nazioni di questo mondo saranno davvero...
Il primo incontro ufficiale col presidente Mattarella

Il primo incontro ufficiale col presidente Mattarella

Che onore poter accogliere il presidente Sergio Mattarella a Bruxelles, per il nostro primo incontro ufficiale nelle vesti di Alto Rappresentante, io, e di Presidente della Repubblica, lui. Una conversazione ad ampio raggio, dalla crisi in Libia e in Ucraina alla questione...