Combattere i terroristi, lavorare verso soluzioni politiche. Oggi al Consiglio di sicurezza

Combattere i terroristi, lavorare verso soluzioni politiche. Oggi al Consiglio di sicurezza

Giornate intense qui a New York, per l’Assemblea generale dell’Onu. Oggi sono intervenuta durante l’evento organizzato dai russi, come presidenti di turno del Consiglio di sicurezza, sul mantenimento di pace e sicurezza. Al centro del dibattito c’erano le crisi in Medio Oriente e Nord Africa, a partire dalla Siria. Ho detto che è il momento per la comunità internazionale di mettere da parte le differenze del passato. Abbiamo di fronte due priorità: trovare una soluzione politica ai conflitti in corso, e sconfiggere gruppi terroristici come Daesh, al Qaeda e i loro affiliati. Per troppo tempo questi due obiettivi sono stati presentati come contraddittori. Ci siamo divisi discutendo se cominciare dalla lotta al terrorismo o dai negoziati politici. È chiaro che non possiamo più permetterci di rimanere fermi. Tutti ormai capiscono che questi due obiettivi possono solo essere portati avanti contestualmente. Qui c’è il video, il mio intervento comincia al...
All’Assemblea Generale dell’ONU: un nuovo patto per l’Afghanistan

All’Assemblea Generale dell’ONU: un nuovo patto per l’Afghanistan

Non ci siamo scordati dell’Afghanistan. Primo giorno qui a New York per l’Assemblea Generale dell’ONU. Tra i primi impegni c’è stato il meeting “trilaterale” sull’Afghanistan, presieduto da Stati Uniti, Cina e Afghanistan stesso. È ora mettere fine a un conflitto troppo lungo. L’obiettivo rimane lo stesso: consentire all’Afghanistan di tornare a camminare sulle sue gambe, con l’aiuto della comunità internazionale. Per farlo però serve un patto nuovo, su tre livelli. Serve un patto nuovo tra le diverse componenti della società e della politica afghana. Serve un patto nuovo nella regione, tra tutti gli attori che possono aiutare a stabilizzare il paese. E serve un patto nuovo tra l’Afghanistan e la comunità internazionale, per ricostruire insieme un paese distrutto. L’Unione europea è pronta a fare la sua parte, a cominciare dalla conferenza sull’Afghanistan che stiamo organizzando a...
Al quartier generale della missione navale, a Roma. Con un nome in mente: Sofia

Al quartier generale della missione navale, a Roma. Con un nome in mente: Sofia

La prima fase della nostra operazione navale contro i trafficanti di uomini nel Mediterraneo è completa. Oggi sono a Roma, al quartier generale operativo di Eunavfor Med. Ho incontrato il contrammiraglio Enrico Credendino, l’italiano che guida l’operazione: la prima fase è stata un successo. In seguito alle attività di Eunavfor, le autorità italiane hanno arrestato 15 sospetti trafficanti, catturando 15 imbarcazioni. In altri venti casi ci sono stati avvistamenti di trafficanti in alto mare. Abbiamo raccolto informazioni a sufficienza su rotte, navi, reti criminali. Chiederò al Consiglio di passare alla fase 2 in alto mare, che ci consentirà anche di arrestare le navi dei trafficanti. Nel frattempo, le nostre navi stanno salvando vite umane. Dal 27 luglio, le navi dell’operazione hanno portato in salvo 2.186 persone, tra cui 472 donne, 114 bambini e 4 infanti. Una di loro è nata a bordo di una delle navi dell’operazione. È stata chiamata Sofia, come la nave dove è stata partorita. Proporrò agli Stati Membri di cambiare nome alla nostra operazione: vorrei che si chiamasse Sofia, per ricordare a tutti noi qual è il senso del nostro...
Partner in Africa: il mio primo viaggio in Niger

Partner in Africa: il mio primo viaggio in Niger

Prima volta da Alto rappresentante in Africa sub-sahariana. Oggi ero in Niger, nella capitale Niamey e ad Agadez, in visita alla missione militare europea Eucap Sahel Niger. Abbiamo un’enormità di interessi in comune col Niger, col Sahel e con tutta l’Africa. Abbiamo tutti interesse a creare posti di lavoro e opportunità in quella regione. Vogliamo combattere le reti internazionali di criminalità organizzata e i trafficanti di uomini. Abbiamo un interesse condiviso e gestire le migrazioni nel miglior modo possibile, tanto per l’Europa quanto per l’Africa. In inglese si usa molto il termine resilience, resilienza, che in italiano non suona un granché. Ma il concetto è semplice: dobbiamo aiutare i paesi africani a rafforzarsi – sul piano economico, sociale e politico. Non c’è altro modo di prevenire nuovi conflitti prima che si manifestino. È il modo migliore per servire i nostri interessi comuni. Il lavoro con l’Africa è appena all’inizio. Tornerò...