Remarks by Federica Mogherini following the Syria talks Vienna, 30 October 2015

It was a long, very long, and very substantial meeting. We tackled the major issues that were on the table. You will see the common statement, we have found common ground to continue the talks. I would say that this meeting was definitely not an easy one, but for sure a historical one as we had, for the first time, all the actors around the table and, I would say, a very constructive atmosphere. I would like to express publically my thanks, in the name of all the Europeans that have invested a lot in this process, to all those that took difficult decisions to come and sit together at this table. I believe that we have some common ground on which we can build on in the future. So, there is hope for a political process to start under the UN auspices and with all of us coming together again. Thank you very much. Watch the...
Un ritorno a casa: la mia visita ufficiale in Italia

Un ritorno a casa: la mia visita ufficiale in Italia

Mi fa un’impressione particolare tornare a Roma in “visita ufficiale”. Sto visitando tutte le capitali dei Ventotto, ma ovviamente il viaggio in Italia occupa un posto speciale. Ho incontrato il presidente Sergio Mattarella, i ministri Angelino Alfano, Paolo Gentiloni, Pier Carlo Padoan e Roberta Pinotti, la presidente della Camera Laura Boldrini. Alla Camera ho partecipato a un’audizione coi miei ex colleghi delle commissioni esteri e difesa. Oltre a parlare delle crisi ai confini dell’Europa, ho voluto passare un messaggio: la politica estera europea è la politica degli interessi comuni. Non c’è contraddizione con le politiche estere degli Stati membri, non può esserci. Qui un breve estratto, più in basso il video integrale: Il mio punto di partenza è questo: i Trattati danno all’Unione europea degli strumenti non perfetti, ma utili per giocare un ruolo da Europa unita nella regione. E io non credo che ci sia ragione, né logica, nel rappresentare la politica europea come una ventinovesima politica estera, che si aggiunge alle ventotto degli Stati membri. Piuttosto è un esercizio di identificazione di qual è il terreno di interesse comune dei popoli europei, non soltanto dei ventotto stati membri, nel determinare i propri obiettivi di politica estera. La logica della distanza, quando non della contrapposizione, tra le capitali e la dimensione comunitaria nel mondo di oggi non ha...

Rassembler tous les acteurs, même l’Iran, est la seule issue à la crise syrienne. Entretien avec Le Monde

Entretien par Jean-Pierre Stroobants  La haute représentante pour la politique extérieure de l’Union européenne, Federica Mogherini, sera à Vienne, vendredi 30 octobre, pour l’ébauche d’une négociation internationale sur la Syrie. L’Iran y participera pour la première fois. Mme Mogherini a accordé, mercredi matin, un entretien au Monde et au Guardian, au Parlement de Strasbourg. Qu’attendez-vous de ces discussions ? L’important est que tous les acteurs régionaux concernés, ainsi que la communauté internationale soient présents pour évoquer la transition politique. L’Union européenne possède le canal de discussion le plus utile avec l’Iran après l’accord sur le nucléaire conclu en juillet et elle peut donc contribuer à ce que cet acteur important soit partie prenante. Quelle est votre position sur le rôle à conférer, ou non, au président syrien, Bachar Al-Assad ? Ma position est celle du Conseil. J’ai été chargée de travailler avec tous les acteurs concernés – l’envoyé spécial des Nations unies (ONU), les Etats-Unis, la Russie, l’Iran, l’Arabie saoudite, les pays du Golfe, l’Egypte – pour tenter d’amorcer le processus de transition politique. Cela signifie, selon moi, que nous devons garantir une démarche inclusive, avec des représentants du régime, comme cela a toujours été le cas dans la démarche de l’ONU, le cadre auquel nous nous référons. L’Arabie saoudite acceptera-t-elle de collaborer avec l’Iran ? Nous y travaillons. Je mesure la difficulté, mais rassembler tous les acteurs concernés pour agir dans le même sens est la seule issue. Les dernières années de la guerre en Syrie l’ont démontré. Par ailleurs, il ne faut pas sous-estimer l’influence que peut avoir cette démarche pour l’architecture sécuritaire de toute la région. Je...

Sui migranti si gioca l’integrazione Ue. Intervista al Sole 24 Ore

Intervista di Beda Romano STRASBURGO – C’era un tempo in cui l’Alto Rappresentante per la Politica estera e di sicurezza si occupava esclusivamente di diplomazia internazionale. Così non è per Federica Mogherini (nella foto). Nel primo anno di Commissione Juncker, l’ex ministro degli Esteri italiano ha spaziato dalla guerra civile in Ucraina ai rapporti commerciali con gli Stati Uniti, dalla crisi iraniana all’emergenza immigrazione. Non solo il presidente Jean-Claude Juncker ha affidato ai suoi collaboratori ampi portafogli tematici, ma gli stessi avvenimenti di questi ultimi 12 mesi hanno costretto la signora Mogherini a occuparsi di temi molto vari. A un anno dal suo insediamento, l’Alto Rappresentante fa il punto sui grandi dossier aperti. Mette in guardia contro il rischio di una disintegrazione dell’Europa in assenza di regole comuni per gestire l’immigrazione; ricorda che l’analisi della Commissione sulla Finanziaria italiana per il 2016 non è ancora completata; respinge l’idea che i rapporti del mondo occidentale con la Russia siano segnati da una nuova Guerra Fredda; e risponde alle critiche su una politica estera europea «analfabeta». Dopo mesi di discussione, i Ventotto hanno deciso in emergenza di ricollocare in giro per l’Unione 160mila rifugiati arrivati in Italia e in Grecia. Ai più, l’operazione sembra complicata, e l’idea di adottare un meccanismo permanente velleitaria. La redistribuzione dei profughi è difficile da un punto di vista organizzativo, ma possibile e necessaria. È vero che per ora il numero di persone redistribuite nell’intera Unione è simbolico, ma in sei mesi, da quando la Commissione ha pubblicato l’agenda immigrazione, è stato adottato per la prima volta il principio di solidarietà in un ambito che prima...

Russia needs to cooperate on the political process in Syria. Interview with The Guardian

Interview by Julian Borger Russia risks being trapped in another quagmire like Afghanistan unless it helps orchestrate a political transition in Syria, the EU foreign policy chief, Federica Mogherini, has warned. Referencing the Soviet-Afghan war, Mogherini spoke on Wednesday on the eve of a new multilateral push to end the four-year Syrian conflict. In the broadest peace talks since the war began, foreign ministers from western Europe and the US will meet counterparts from Russia, Saudi Arabia and countries that border Syria – including, for the first time, Iran. The Iranian foreign minister, Mohammad Javad Zarif, is due to join the negotiations accompanied by three of his deputies in response to a US invitation to take part. The invitation broke with previous American policy – strongly supported by Saudi Arabia and other Gulf states – of excluding Tehran. Shortly before the Iranian announcement on Wednesday, Mogherini, the EU high representative for foreign affairs and security policy, spoke with Zarif by phone, urging him to attend. “To me the important thing is that we manage to involve the relevant actors,” Mogherini said in an interview in Strasbourg. “Because unless we do that, the leverage we have on the parties involved directly in the conflict inside Syria is not sufficient to start the transition. And there are very concrete ideas on how this would look like, in terms of reforming the constitution, in terms of elections. I believe that if we create the political space with the relevant actors to start this, I am confident that this can move forward with a reasonable pace.” She said the participation of Russia was...