In Nigeria. Sicurezza, investimenti e speranza per l’Africa

In Nigeria. Sicurezza, investimenti e speranza per l’Africa

Di ritorno da Abuja, Nigeria, per la mia sesta visita in Africa in un anno. Ero al Summit per la Sicurezza Regionale, insieme ai Presidenti dei paesi della zona del Lago Ciad, portando il contributo ed il sostegno europeo al loro impegno per sradicare la violenza di Boko Haram, con 50 milioni appena stanziati per la Forza multinazionale congiunta. Ma soprattutto, per lavorare con loro allo sviluppo economico, alla gestione degli effetti del cambiamento climatico, al contrasto alla corruzione, alla creazione di opportunità di lavoro soprattutto per i giovani, agli investimenti nelle infrastrutture, nei servizi, nell’istruzione. Perché questo è il vero modo di sconfiggere la follia del terrorismo: investire sull’istruzione, offrire un futuro, rendere forti le persone, le comunità. Coltivare gli anticorpi. Ed è anche il modo migliore, più intelligente e più efficace, di gestire il fenomeno migratorio. Per questo stiamo finanziando nuovi progetti per oltre 700 milioni, con il Trust Fund per l’Africa che abbiamo creato a dicembre. E continueremo a farlo, nelle prossime settimane. Non con la vecchia logica degli “aiuti”, ma con investimenti, da partner. Insieme ai governi, certo, con le agenzie internazionali, ma anche con le autorità locali e le organizzazioni della società civile. Ed è stato proprio l’incontro con la campagna #BringBackOurGirls il momento più forte della mia visita in Nigeria (nella foto qui sopra). Con loro ho ascoltato l’angoscia delle famiglie delle ragazze e la loro determinazione a ritrovarle e riportarle a casa, ma ancora di più ho visto la voglia di dare una vita di libertà e di speranza a tutti gli altri figli della comunità, del paese, dell’Africa. E questo è il nostro impegno....
Un’Europa più unita per la cooperazione allo sviluppo

Un’Europa più unita per la cooperazione allo sviluppo

Ieri s’è vista l’Europa unita per davvero, che decide e che fa la differenza. Scrivo da Bruxelles, in partenza per l’Africa. Ieri ho presieduto il Consiglio affari esteri nel formato del ministri della cooperazione e dello sviluppo. Dopo la storica approvazione degli Obiettivi di sviluppo sostenibile – lo scorso anno a New York – era necessario cominciare una revisione delle nostre politiche di sviluppo, per renderle ancora più ambiziose ed efficaci. Ma il Consiglio di ieri è stata l’occasione per fare un passo avanti importante nel nostro modo di investire nel mondo (qui la conferenza stampa finale). Se facciamo la somma degli aiuti allo sviluppo stanziati dagli Stati membri e dalle istituzioni europee, l’Europa unita investe più di chiunque altro per sostenere i paesi in via di sviluppo. Finora, però, troppo spesso siamo andati avanti in ordine sparso. Ieri abbiamo preso la decisione di mettere insieme tutte le nostre risorse – istituzioni europee, Stati membri e lavorare insieme per incoraggiare investitori privati, anche insieme alla Banca europea per gli investimenti. Insieme possiamo moltiplicare l’efficacia dei nostri investimenti, e attirare capitali privati che vadano a finanziare progetti di sviluppo sostenibile. Abbiamo calcolato che in alcuni paesi, a parità di spesa, i nostri fondi possono avere un impatto anche dieci volte superiore a quello di oggi. È la stessa idea che ha dato vita al piano Juncker per la crescita in Europa, un’idea che adesso vogliamo realizzare anche fuori dai nostri confini, con un grande piano di investimenti – a partire dall’Africa. L’Africa è una terra dal potenziale enorme, un potenziale frenato da terrorismo, corruzione, cambiamenti climatici, diseguaglianze. Ma insieme possiamo fare la differenza...