Tra Vienna e Oslo, un’Europa per la pace

Tra Vienna e Oslo, un’Europa per la pace

Due giorni tra Vienna e Oslo, e ora di ritorno a Bruxelles. Ieri mattina ero in Austria per i vent’anni dal Trattato sulla messa al bando totale dei test nucleari: non una cerimonia commemorativa, ma un incontro di lavoro per ricordare a tutti noi che – dopo due decenni – il Trattato non è ancora entrato in vigore. Mancano ancora la firma e la ratifica di alcuni paesi fondamentali: ieri l’Unione Europea si è impegnata a facilitare l’entrata in vigore del Trattato, dialogando coi governi interessati ma anche coi loro cittadini. In tempi di nuove minacce alla sicurezza globale, il disarmo e la non proliferazione diventano ancora più fondamentali – e non possiamo smettere di ricordarlo alle nostre opinioni pubbliche. Qui il video del mio intervento a Vienna. E di sfide alla pace e alla nostra sicurezza ho parlato anche ieri sera a Oslo, al Centro dedicato ai premi Nobel per la pace. È stata anche un’occasione per ringraziare il Comitato del Nobel per il premio assegnato alla nostra Unione nel 2012: troppo spesso ci dimentichiamo che senza integrazione europea non avremmo vissuto questi settant’anni di pace nei nostri paesi. Fa bene ripeterlo, oggi che per la prima la nostra Unione viene messa in discussione. Qui il mio discorso al Centro Nobel per la pace. Per i nostri partner globali è evidente il contributo dell’Europa alla pace e alla sicurezza del mondo. Ne ho avuta l’ennesima conferma stamattina, ancora ad Oslo, durante un dialogo col ministro degli esteri iraniano Javad Zarif e con quello norvegese Borge Brende, per aprire l’Oslo Forum (qui il video). Ora di ritorno Bruxelles, alla cena...
Di ritorno dal Canada. E poi Cina e giovani industriali

Di ritorno dal Canada. E poi Cina e giovani industriali

Scrivo dopo la mia prima visita in Canada, mercoledì e giovedì, un Paese che per scelta del nuovo premier Justin Trudeau è tornato sulla scena internazionale e nelle dinamiche multilaterali da protagonista. Con la chiara volontà di rafforzare i legami, già molto profondi, con L’Europa. Nei miei incontri con il ministro degli Esteri Stéphane Dion, della Difesa Harjit Sajjan, della Migrazione John McCallum e del Commercio estero Chrystia Freeland abbiamo preparato la firma dell’Accordo di partenariato strategico e dell’Accordo di libero commercio. Ma abbiamo parlato anche di come il Canada e l’Unione Europea possono insieme portare a livello globale la condivisione della responsabilità di gestire flussi migratori senza precedenti, e del valore dell’inclusione e del coltivare la diversità delle nostre società. Ci rivedremo a ottobre a Bruxelles, per il vertice UE-Canada. (Qui il video della conferenza stampa con Dion). Ai rapporti con un’altra superpotenza, la Cina, è stato dedicato il dialogo strategico che ho avuto venerdì con il Consigliere di Stato cinese Yang Jiechi. Insieme lavoriamo già nei fori internazionali e multilaterali, e con Yang abbiamo discusso delle grandi crisi aperte, dalla Siria alla Libia al Medio Oriente, ma anche delle opportunità e delle sfide che le nostre relazioni bilaterali ci portano, dagli investimenti al commercio. Abbiamo usato questa lunga giornata di dialogo anche per preparare il prossimo summit UE-Cina che si terrà il mese prossimo a Pechino. (Qui la conferenza stampa con Yang). Delle prospettive dell’Europa, di economia, delle occasioni per le imprese create dall’accordo con l’Iran, della necessità di uno sforzo globale per gestire il fenomeno globale dell’immigrazione abbiamo parlato ieri mattina anche in un video-collegamento con i...