Nizza e Turchia, la nostra risposta

Nizza e Turchia, la nostra risposta

Sono stati giorni difficili, scanditi dalla tragedia di Nizza e dal tentato colpo di stato in Turchia. Ero in Mongolia, per il vertice Asia-Europa con i leader di cinquanta paesi dei due continenti. Insieme abbiamo ribadito la nostra solidarietà alla Francia e il bisogno di rafforzare la nostra cooperazione sull’intelligence, sulla lotta ai canali di finanziamento del terrorismo, contro la radicalizzazione. Ma a noi europei spetta una responsabilità particolare: i terroristi che hanno colpito Nizza, Bruxelles e Parigi sono cittadini europei. Una risposta muscolare non risolverà il problema: senza cercare giustificazioni e scusanti, abbiamo il dovere di capire cosa spinge su quella strada di morte ragazzi nati e cresciuti in Europa. Qui il comunicato dei leader dell’Asem sul terrorismo internazionale, qui il comunicato finale del vertice. Neanche ventiquattr’ore dopo, il tentativo di golpe in Turchia ci ha riportato indietro nel tempo, a un’epoca della nostra storia che credevamo superata. Ho voluto che dal primo momento l’Unione Europea dichiarasse in modo netto il suo sostegno alle istituzioni democratiche – lo ho fatto in pubblico (qui il comunicato insieme ai presidenti Juncker e Tusk) e parlando al telefono col ministro degli Esteri turco. Ed è stato un bel segnale che tutte le forze politiche turche si siano schierate immediatamente contro il golpe e per la democrazia. Ora è il momento di mantenere quello stesso spirito di unità, di rispetto dello stato di diritto e di responsabilità – una responsabilità che è prima di tutto nelle mani del governo di Ankara. In constant contact with EU Delegation in Ankara & Brussels from Mongolia.Call for restraint and respect for democratic institutions #Turkey —...
Appunti da Cina e Mongolia (un anno dopo l’accordo con l’Iran)

Appunti da Cina e Mongolia (un anno dopo l’accordo con l’Iran)

Scrivo della Mongolia, dove sono per il summit dell’Asem, tra paesi europei e asiatici, seconda tappa della missione in Asia con i presidenti Jean-Claude Juncker e Donald Tusk. Ieri a Pechino per il vertice Cina-Unione Europea, dove ho presentato all’Accademia delle scienze la Strategia globale per la politica estera e di sicurezza dell’Unione (qui c’è il video della conferenza). E scrivo, oggi, in un giorno speciale: esattamente un anno fa a Vienna firmavamo con l’Iran l’accordo sul nucleare. Da allora molti passi sono stati fatti. Le sanzioni internazionali collegate al programma nucleare iraniano sono state tolte e abbiamo gettato le fondamenta di una nuova collaborazione non solo economica, ma anche politica sulle crisi regionali. L’intesa ha dimostrato al mondo che se c’è volontà politica, grazie alla diplomazia multilaterale si possono trovare soluzioni anche per i problemi più difficili. E che un buon accordo tiene alla prova del tempo (qui il comunicato che ho fatto a nome...
Europa e Nato, una cooperazione sempre più stretta

Europa e Nato, una cooperazione sempre più stretta

Scrivo di ritorno dal vertice della Nato di Varsavia, un’occasione per discutere della nostra sicurezza comune insieme ai nostri partner – in particolare insieme a Barack Obama e al presidente afghano Ashraf Ghani, in vista dell’incontro dell’autunno prossimo a Bruxelles sul futuro dell’Afghanistan. Ma soprattutto il vertice di Varsavia ha segnato un momento importante dei rapporti tra Alleanza Atlantica e Unione Europea. Per la prima volta abbiamo firmato una dichiarazione comune che segna le prossime tappe del cammino verso una cooperazione sempre più stretta. Ci concentreremo in particolare su tre aree di collaborazione: le minacce ibride, quelle che hanno una dimensione non solo strettamente militare; la sicurezza marittima nel Mediterraneo – non solo l’Egeo, dove già lavoriamo insieme contro i trafficanti di uomini, ma che anche il Mediterraneo centrale dove è attiva l’Operazione Sophia; e il capacity building dei nostri vicini, a est e a sud, cioè la loro capacità di provvedere in modo più autonomo alla propria sicurezza. Su tutti questi temi, spetterà a me seguire concretamente per l’Unione Europea i prossimi passi della nostra cooperazione. Per dare sicurezza ai nostri cittadini, nel mondo di oggi, le capacità militari sono altrettanto importanti del soft power. La nostra Europa deve rafforzarsi su entrambi i fronti, e la Strategia globale che ho presentato da poco lo spiega chiaramente. In questi due giorni abbiamo ribadito in modo molto netto – insieme ai leader europei, al presidente Obama, al mio amico Jens Stoltenberg e a tutti i partner della Nato – che un’Unione Europea più forte può solo far del bene all’Alleanza atlantica, alla sicurezza dei nostri cittadini e di tutto il...