Al lavoro, con più determinazione di prima

Al lavoro, con più determinazione di prima

Scrivo in viaggio da Strasburgo a Varsavia, dalla sessione del Parlamento Europeo al vertice della NATO. A Strasburgo è stata una sessione intensa, con la presentazione in plenaria della Strategia globale sulla politica estera e di sicurezza (qui il video), la discussione sui nostri rapporti con la Cina (dove sarò la prossima settimana per il vertice UE-Cina, qui il video dell’intervento), la presentazione del rapporto del Quartetto sulla via da seguire per la soluzione dei due Stati in Israele e Palestina (qui il video). Nella seduta di ieri, ho avuto anche l’opportunità di annunciare una bella notizia all’Aula: un altro bambino è nato a bordo di una delle navi dell’operazione Sophia – che porta il nome di una bimba nata l’estate scorsa su una delle nostre navi. È un piccolo segnale di speranza, di vita, che racconta un’Europa che salva e che accoglie. L’Europa migliore. E il contrasto non potrebbe essere più netto con quello che è successo a Fermo. Il nostro continente, che ha conosciuto gli orrori del passato, non può lasciare posto al razzismo, all’odio, alla violenza. È anche per questo che il nostro lavoro continua, che l’Unione va avanti, con più forza e determinazione di prima. Perché ciò che abbiamo – un’Europa unita, spazio di pace e di libertà – ha un valore che a volte diamo per scontato, ma che va coltivato ogni giorno. L’ho visto in modo chiarissimo lunedì a Parigi, al vertice con i leader dei paesi dei Balcani occidentali, insieme a François Hollande e Angela Merkel. Vista da lì, da quella parte di Europa che ancora venti anni fa era distrutta dalla guerra, l’Unione Europea...
Risposte comuni a una sfida globale. Il Rapporto del Quartetto

Risposte comuni a una sfida globale. Il Rapporto del Quartetto

Dacca, pochi giorni fa Istanbul. È chiaro a tutti ormai che siamo di fronte a una minaccia che riguarda tutti i popoli e tutti i paesi. La risposta può essere solo comune, globale, di tutta la comunità internazionale unita. Il primo pensiero è per le vittime, le loro famiglie, i loro cari. Sono in contatto in queste ore con Paolo Gentiloni: gli ho assicurato che gli uffici e il personale della delegazione dell’Unione europea a Dacca sono a disposizione delle autorità italiane e di tutti i cittadini europei presenti oggi in Bangladesh. È un mondo fragile, e un momento difficile della nostra storia. Ed è proprio per questo che non possiamo permetterci di arretrare. Si continua a lavorare – insieme, su più fronti, consapevoli che l’instabilità non conosce confini. Ma anche che la pace e la speranza possono essere contagiose: abbiamo il dovere e la responsabilità di coltivarle, ogni giorno. È il motivo per cui ieri, insieme agli altri leader del Quartetto per il Medio Oriente – Ban Ki-moon per l’Onu, John Kerry per gli Usa, Sergei Lavrov per la Russia – abbiamo presentato un rapporto sugli ostacoli alla soluzione dei due Stati in Israele e Palestina, e sui passi necessari a rilanciare dei negoziati diretti tra i due popoli. Le tensioni nella regione non possono distrarci dal conflitto tra israeliani e palestinesi, anzi: evitare una nuova esplosione in Terra Santa, e lavorare per la pace, non è mai stato così urgente. Anche per togliere terreno al terrorismo. È da un anno che lavoriamo per rilanciare il lavoro del Quartetto, e oggi abbiamo – per la prima volta in dieci anni –...