Il dolore, la solidarietà e la ricostruzione

Il dolore, la solidarietà e la ricostruzione

Ero a Roma, alle 3.36 della notte tra martedì e mercoledì, e il pensiero è andato immediatamente a quell’altra notte, nel 2009, in cui alla stessa ora le scosse ci svegliarono, forti. Il dolore per le vittime, i bambini, le famiglie, le comunità, ma anche per il carico di sofferenza e fatica dei tanti che scavano tra le macerie, organizzano i soccorsi, salvano e consolano, aiutano a ritrovare o a ricostruire la vita. Con l’urgenza delle prime ore, e lo sguardo già alla ricostruzione. Allora, nel 2009 – ero nella segreteria del PD – il lavoro immediato per me era stato quello di organizzare la macchina della solidarietà dei volontari del partito. Oggi, il primo pensiero è stato quello di garantire che tutti gli strumenti della solidarietà europea venissero messi a disposizione immediatamente e totalmente. Di questo abbiamo parlato ieri con il Presidente Mattarella, e continueremo a far sì che l’Italia abbia la piena vicinanza di tutta l’Europa (qui il comunicato del mio collega Christos Stylianides). È con questo pensiero costante in mente, e questo peso sul cuore, che oggi vado al vertice dei leader socialisti ospitato da Hollande a Parigi. Per preparare il lavoro per il rilancio dell’Unione Europea, dopo l’incontro di lunedì a Ventotene e in vista del vertice di Bratislava a metà settembre. Ma oggi abbiamo anche una buona notizia: dopo anni di difficili trattative, che l’Unione Europea ha accompagnato e incoraggiato costantemente, questa notte è stata raggiunta l’intesa definitiva per la pace in Colombia con le Farc. In un momento di dolore come questo, è arrivata la telefonata del Presidente Santos, che ho incontrato più volte in questi anni. Ho potuto condividere...