Le responsabilità dell’Europa dopo il voto americano

Le responsabilità dell’Europa dopo il voto americano

Non è stata una settimana come le altre. Con l’elezione di Donald Trump gli Stati Uniti entrano in una fase del tutto diversa, i cui contorni non sono ancora definiti, soprattutto nel campo della politica estera. Inizieremo a lavorare con la nuova amministrazione una volta che si insedierà, e con il Transition team già in queste settimane, sulla base dei principi e degli interessi europei. Con amicizia, perché i rapporti con gli Stati Uniti sono più profondi di qualsiasi svolta politica, ma anche con la certezza che le scelte politiche dell’Europa non si determinano a Washington, e che abbiamo oggi la responsabilità di svolgere sempre più quel ruolo di “potenza indispensabile” per la pace e la sicurezza nella nostra regione e nel mondo. Ne ho parlato con Christiane Amanpour sulla CNN e con la Deutsche Welle ieri a Bonn, dove ero per ricevere il Premio internazionale per la democrazia. E per essere all’altezza, sarà fondamentale costruire insieme una vera Unione della sicurezza e della difesa. Lunedì presenterò ai ministri degli Esteri e della Difesa dei Ventotto il nostro piano per rafforzare la cooperazione in questo settore. Perché per prevenire la prossima crisi, per dare opportunità per i giovani della nostra regione e per aiutare i nostri vicini a crescere c’è bisogno di un’Europa più forte, anche sulla sicurezza. Ne ho parlato nei giorni scorsi al Forum della NATO sull’industria insieme al Segretario Generale Jens Stoltenberg, e alla conferenza annuale dell’Agenzia Europea della Difesa, qui i due video. Al Consiglio Affari Esteri di lunedì parleremo anche di Turchia, dopo l’ondata di arresti che ha riguardato, tra gli altri, i leader del...
In Arabia per la Siria. Poi Tunisia e Malta, con i giovani del Mediterraneo

In Arabia per la Siria. Poi Tunisia e Malta, con i giovani del Mediterraneo

Scrivo di ritorno da tre giorni tra Arabia Saudita, Tunisia e Malta, e anche oggi arrivano notizie di nuove scosse di terremoto nell’Italia centrale. Il coraggio e la forza che stanno dimostrando i cittadini, gli amministratori locali e i soccorritori hanno impressionato il mondo, e ovunque io vada sento la solidarietà e l’ammirazione per l’Italia, in questi giorni difficili. Non è una sorpresa, tutti conoscono la forza degli italiani. Ma la forza deve essere accompagnata da gesti concreti di solidarietà: per questo le istituzioni europee hanno accolto le richieste di aiuto che sono arrivate finora dall’Italia, e sarà importante continuare a farlo. A Riad, poche ore dopo la mia visita a Tehran, ho incontrato re Salman e il ministro di Stato Nizar Madani, per discutere di come aprire spazi di intesa regionale sul futuro della Siria, a sostegno del lavoro che le Nazioni Unite stanno facendo, ed affrontare la crisi umanitaria nelle aree più colpite dal conflitto, a partire da Aleppo. A Tunisi ho incontrato il Presidente Beji Caid Essebsi, il Presidente del Consiglio Yussef Chahed, il Ministro degli Esteri Khemaies Jhinaoui per discutere di come utilizzare al meglio il sostegno che l’Unione Europea dà alla transizione democratica della Tunisia, con un’attenzione particolare alla necessità di dare lavoro e ruolo a quella metà della popolazione che ha meno di 30 anni (qui la conferenza stampa col ministro Jhinaoui). È stato importante per me incontrare proprio gli studenti di ingegneria a Biserta e i giovani che hanno creato start-up a Tunisi, vedere la loro voglia di cambiare il proprio paese, l’energia di una generazione di cui non solo la Tunisia, ma tutto...