After my meeting with Bill Gates

"We share with @BillGates & @gatesfoundation the focus on cooperation and partnership to improve people's lives" – @FedericaMog pic.twitter.com/i3kHx0lUlC — EU External Action (@eu_eeas) 16 febbraio...

L’America mai così divisa tra conflitti politici e sociali, all’Ue più responsabilità nella leadership mondiale

di Andrea Bonanni e Alberto D’Argenio – intervista per il gruppo LENA, qui sul sito di Repubblica BRUXELLES. “Nei rapporti tra Europa e Stati Uniti si apre una fase nuova, più pragmatica. È fuori di dubbio che l’amicizia tra i nostri popoli vada di là dai cambiamenti di amministrazione perché a legarci sono la storia e il futuro: le persone, la cultura, gli investimenti, gli interessi concreti. E non credo che gli Usa siano, o possano mai diventare, una minaccia per noi europei. Ma d’ora in poi il nostro rapporto sarà meno automatico; dovremo verificare caso per caso quali siano i nostri interessi e se coincidano con quelli americani. E ci potranno essere casi in cui Europa e Stati Uniti non avranno le stesse posizioni”. Sulla parete dell’ufficio al dodicesimo piano di Palazzo Berlaymont, dove Federica Mogherini riceve i giornalisti del gruppo Lena, spicca un manifesto che raffigura il volto di Barak Obama, accanto ad un altro con la scritta “No more walls”: basta muri. Se ci fossero dubbi su dove batta il cuore dell’Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza della Ue, l’arredamento li dissipa prima ancora che lei apra bocca. Ma la sua prima mossa, dopo l’insediamento di Trump alla Casa Bianca, è stata di prendere un volo per Washington per incontrare il nuovo segretario di Stato Usa, Rex Tillerson, il consigliere per la sicurezza nazionale Michael Flynn, che si è dimesso ieri, e il consigliere della Casa Bianca Jared Kushner. Com’è andata? “Ho trovato un’atmosfera molto buona. Mi rendo conto che questo non riflette alcune uscite pubbliche. Il messaggio che nei primi contatti ufficiali...
Back from the United States

Back from the United States

I write on my way back from a two-day visit to Washington DC, my first since the inauguration of the new US Administration. This was first of all an opportunity to open a first direct communication channel, after our conversations on the phone, and to present Europe’s priorities. But also, and foremost, the occasion to define the fields where our approach and our interests coincide: the main international crises, starting with Syria and Ukraine, the full implementation of the deal with Iran, the fight against terrorism. On other issues – from free trade to climate change and multilateralism –some disagreements may arise. Our approach, on the European Union’s side, will be pragmatic, based on our values and on our interests, in a spirit of friendship but following our own priorities, which are clear and will not change. All my meetings were very positive. All my interlocutors – at the White House as well as in the State Department and in Congress – showed great respect for the European Union and interest to cooperate with us. Together with Secretary of State Rex Tillerson we discussed – among other things – our Transatlantic relations, the fight against terrorism, the crises in Syria and Ukraine, and the European Union’s plans to strengthen our defence. I also discussed the main foreign policy files, starting with the deal with Iran, in the White House – with National Security Advisor Michael Flynn and the President’s Senior Advisor Jared Kushner – and in my many meetings at the Congress, with congressmen from both parties. I met with Senators Jack Reed, Chris Murphy, Jeanne Shaheen and Lindsay Graham, and with the Chairs of...