L’Europa è quello che decidiamo di farne

L’Europa è quello che decidiamo di farne

L’Europa è quello che decidiamo di farne. È il messaggio di queste due giornate romane, che da celebrazione per i sessant’anni della nostra Europa unita si sono trasformate in occasione per rilanciare l’Unione. Con una volontà forte e rinnovata di tutti i 27 Stati Membri che, dopo l’uscita della Gran Bretagna, continueranno a costruire il proprio futuro insieme. Con passi concreti, perché il bisogno di un’Europa più unita si fa sentire nella vita quotidiana di tutti gli europei. Un bisogno di sicurezza e di protezione in un mondo fragile e globalizzato. Ma anche un’opportunità di crescita per le nostre aziende, di pace per la nostra regione, di diritti che siano davvero uguali per tutti. E a Roma, con tutti i leader europei, abbiamo preso l’impegno ad andare avanti, concretamente, verso un’Europa più unita, e quindi più giusta, più forte, più solidale. Qui alcuni degli eventi cui ho partecipato tra ieri e oggi. Ho iniziato alla Rai, ospite di UnoMattina (qui il video, dal minuto 48:12). Poi nella sala dell’Acquario romano, insieme al premier maltese Joseph Muscat, abbiamo risposto alle domande di tanti europei ed europee in un “Citizens Dialogue”. Durante la giornata ho incontrato anche i Rettori delle Università europee, il Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa (qui il video), i giovani federalisti. Poi la sera con il Partito dei socialisti e democratici europei, perché un’Europa che innova e che protegge ha bisogno dell’impegno di noi democratici. L’Europa è quello che decidiamo di farne, insieme. Qui testo e video del mio discorso. Stamattina alle celebrazioni ufficiali dei sessant’anni dei Trattati di Roma, poi al Quirinale col Presidente Mattarella,...
Di ritorno dagli Stati Uniti

Di ritorno dagli Stati Uniti

Scrivo di ritorno da tre giornate di incontri a Washington, a poco più di un mese dalla mia ultima visita, in una fase ancora di transizione per la nuova amministrazione. Ho avuto colloqui alla Casa Bianca con il vicepresidente Mike Pence, che avevo già visto a Bruxelles poche settimane fa, con il consigliere per la sicurezza nazionale H.R. McMaster, con il segretario di Stato Rex Tillerson e il segretario alla Difesa James Mattis ai margini della riunione della Coalizione Globale anti-Daesh. E numerosi incontri con deputati e senatori al Congresso. È stata l’occasione di parlare non solo delle nostre relazioni politiche ed economiche, che restano forti, ma anche delle grandi crisi su cui insieme siamo impegnati. A cominciare dalla Siria, dalla Libia, dal Medio Oriente e dall’Ucraina. E dalla lotta al terrorismo. A Washington infatti ho anche partecipato alla riunione ministeriale della coalizione anti-Daesh, proprio nel giorno nel primo anniversario degli attentati a Bruxelles: la memoria di quel giorno è ancora dolorosa, e abbiamo rivissuto la stessa ansia per Londra in quelle stesse ore. Ho ricordato quel giorno, e la reazione dell’Unione europea, in un’intervista alla radio belga. E dei rapporti tra Unione Europea e Usa, ho parlato nei miei incontri in Campidoglio con diversi senatori, con i membri dell’Istituto Internazionale Repubblicano e il presidente della Commissione democratica nazionale Perez. E nelle mie interviste con Fox News, la BBC e la CNN. La riunione contro il terrorismo è stata l’occasione anche per incontri bilaterali dedicati alla situazione in Iraq, Siria, Libia e Medio Oriente – tra gli altri con il premier iracheno Haider al Abadi, con il ministro degli Esteri...