La nostra Unione, forza di pace

La nostra Unione, forza di pace

Scrivo di ritorno da Dubrovnik, in Croazia, dove ho partecipato insieme ai nostri partner dei Balcani al vertice del Processo di Cooperazione del Sud-Est Europa. Era la prima volta che un Alto Rappresentate dell’Unione partecipava a un incontro in questo formato: è stata l’occasione per ribadire che il futuro dell’Unione Europea non è a 27, e che il percorso dei Balcani verso l’Unione va avanti (qui il mio incontro coi giornalisti). Domani, a Bruxelles, ospiterò i presidenti di Serbia e Kosovo, Aleksandar Vucic e Hasim Thaci, per portare avanti il dialogo e la normalizzazione dei rapporti tra Belgrado e Pristina (qui il comunicato). L’Unione Europea è nata come progetto di pace, e continuiamo a mettere la pace al centro della nostra azione. Mercoledì scorso ero a Crans Montana, in Svizzera, per l’apertura di un nuovo giro di negoziati sulla riunificazione di Cipro: è un’opportunità storica per chiudere un conflitto che va avanti da più di quarant’anni, e l’Unione Europea è pronta a fare tutto il possibile per aiutare le due comunità a raggiungere un accordo (qui il comunicato). E sempre in tema di pace, questa settimana è arrivata una buona notizia dalla Colombia: le FARC hanno finalmente deposto le armi, mettendo fine – dopo l’accordo firmato col presidente Juan Manuel Santos nei mesi scorsi – a un conflitto che durava da oltre mezzo secolo. Qui il comunicato. Altre quattro cose importanti di questa settimana. Giovedì sera ero in Estonia, per l’inizio del semestre di presidenza estone dell’Unione Europea. Sarà un semestre dedicato in particolare al lavoro con i nostri partner dell’Europa orientale, alle migrazioni, alla cybersecurity e a continuare...