Al lavoro per il Mediterraneo, con i nostri partner in Nord Africa

Al lavoro per il Mediterraneo, con i nostri partner in Nord Africa

Scrivo al termine di una settimana di lavoro dedicata soprattutto all’Africa settentrionale e al Mediterraneo. Martedì ero a Strasburgo per la plenaria del parlamento europeo, alla vigilia del voto sul nuovo accordo di associazione tra Unione europea e Marocco. Un accordo approvato con una maggioranza molto ampia, che ci permette di aprire una fase nuova nei nostri rapporti con un partner strategico – un paese fondamentale per la stabilità del Nord Africa. Subito dopo il voto sono partita proprio per il Marocco: ho incontrato il re Mohammed VI (qui il comunicato), il premier Saadeddine El Othmani (qui le parole che ho scambiato coi giornalisti subito l’incontro), il ministro degli Esteri Nasser Bourita (qui la conferenza stampa), il ministro degli Interni Abdelouafi Laftit, quello dell’Economia Mohamed Benchaaboun e il presidente del parlamento Habib el Malki. Dal Marocco a Malta, per l’incontro dei ministri degli Esteri dei dieci paesi del Mediterraneo occidentale – cinque europei (Italia, Francia, Spagna, Portogallo e Malta) e cinque africani (Marocco, Mauritania, Algeria, Tunisia e Libia). È la prima volta che un Alto rappresentate dell’Unione europea partecipa a questo incontro: è il segno che ormai per l’Europa è evidente che la pace, la sicurezza e lo sviluppo dell’altra sponda del Mediterraneo sono fondamentali per pace, sicurezza e sviluppo qui da noi. Questo è il mio intervento a Malta, con le immagini di un incontro con un gruppo di ragazzi dei dieci paesi, che ci hanno presentato le loro proposte su come utilizzare meglio queste occasioni di cooperazione a livello regionale. Proprio in questi giorni più di cento persone sono morte in due naufragi nelle acque del Mediterraneo....
Una buona notizia per iniziare il 2019

Una buona notizia per iniziare il 2019

L’anno è cominciato con una buona notizia: il parlamento di Skopje ha deciso a larga maggioranza di modificare la Costituzione per cambiare il nome del paese in “Repubblica della Macedonia del Nord”, come stabilito nell’accordo dell’estate scorsa con la Grecia. È la dimostrazione che, con coraggio e determinazione, si può mettere fine anche ai conflitti più lunghi. Ed è un passo avanti decisivo per la Macedonia del Nord nel cammino verso l’Unione europea. Ora tocca al parlamento greco, e poi ai capi di governo dell’Unione: è arrivato il momento di aprire i negoziati per l’ingresso della Macedonia del Nord – ma anche dell’Albania – nella nostra Unione. Qui il mio comunicato. Martedì scorso ho incontrato anche la delegazione nominata dal parlamento del Kosovo per il dialogo con la Serbia: un segnale della volontà di riprendere il percorso verso una normalizzazione dei rapporti tra Pristina e Belgrado. Qui il comunicato. In settimana ho parlato col nuovo inviato dell’Onu per la Siria, Geir Pedersen, per confermargli il sostegno dell’Europa e per invitarlo a Bruxelles (qui il comunicato), e ho incontrato la presidente del parlamento emiratino, Amal al Qubaisi. E a nome dei Ventotto, ho reagito all’inizio del nuovo mandato presidenziale di Nicolas Maduro in Venezuela: un mandato che scaturisce da elezioni né libere né democratiche. Qui la nostra...
Dodici cose da portare nel 2019

Dodici cose da portare nel 2019

Primo giorno dell’anno, e come al solito ho voluto guardare ai momenti più belli e importanti dei dodici mesi passati. Il 2018 si è concluso con una nota triste: pochi giorni fa ci ha lasciato Amos Oz, lo scrittore israeliano che non ha mai smesso di credere nella possibilità della pace e di realizzare la soluzione dei due stati. Oz diceva: «Non è importante stabilire di chi è la colpa e chi, con la propria cecità, ha provocato la tragedia. Quello di cui c’è bisogno è trovare una strada che ci porti fuori dal pantano». Vorrei iniziare l’anno con questo insegnamento in mente. Di fronte alle mille difficoltà del nostro mondo, del nostro tempo, cercare di costruire piccole grandi soluzioni, insieme a chi può e vuole farlo, sapendo che dai piccoli passi avanti possono venire cambiamenti immensi. È anche il filo conduttore di questi dodici momenti che porto con me nel 2019, che tracciano l’immagine di un’Unione europea che è diventata punto di riferimento globale indispensabile. Dodici momenti che ci permettono di guardare avanti, anche tra mille difficoltà, con fiducia.  Ed è proprio l’invito a non perdere la fiducia il messaggio più bello che ha dato ieri sera il Presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella: «Dobbiamo guardarci dal confinare i sogni e le speranze alla sola stagione dell’infanzia. Come se questi valori non fossero importanti nel mondo degli adulti. In altre parole non dobbiamo aver timore di manifestare buoni sentimenti che rendono migliore la nostra società».   L’accordo del lago di Prespa A giugno ero al confine tra la Grecia e quella che si chiamerà Macedonia del Nord, per...