Dall’Africa al Golfo. Poi la prima plenaria del nuovo Parlamento europeo

Dall’Africa al Golfo. Poi la prima plenaria del nuovo Parlamento europeo

Scrivo dopo due settimane trascorse tra l’Africa, il Golfo e Strasburgo, per la prima plenaria del nuovo Parlamento europeo. Dopo il giro dell’Asia centrale e la tappa in Ucraina di due settimane fa, sono arrivata in Burkina Faso per la quinta riunione annuale coi ministri degli Esteri dei cinque paesi del Sahel. Sono paesi che aspirano a diventare più forti e più autonomi: vogliamo continuare ad aiutarli sia sul piano dello sviluppo economico sia su quello della sicurezza, perché è nel nostro interesse di europei aiutare a costruire un Sahel più forte e più stabile. E in Burkina ho annunciato 138 milioni di euro di sostegno aggiuntivo alla Forza militare congiunta del G5 Sahel. Qui la conferenza stampa. La riunione è stata anche l’occasione per una visita bilaterale in Burkina: ho incontrato il presidente Roch Marc Kabore, il premier Christophe Dabire e il ministro degli Esteri Alpha Barry. Ma sono anche stata a visitare la scuola franco-araba El Bayane, finanziata dall’Unione europea – perché è dall’istruzione dei bambini che si inizia a costruire la forza di un paese. Dal Burkina al Mali. Oltre agli incontri col presidente Ibrahim Boubacar Keita, il governo e il ministro degli Esteri Tiébilé Dramé, ho visitato la regione del centro del paese, dove le difficoltà per la sicurezza sono più forti. Lì ho incontrato un gruppo di leader locali e rappresentanti della società civile. Spetta ai maliani aprire una nuova epoca nella storia del paese, di dialogo nazionale e lotta al terrorismo, ma noi europei siamo disposti a sostenerli con tutti i mezzi a nostra disposizione. Qui la conferenza stampa. Poi in Niger, che...
Dal vertice con i Balcani all’Asia centrale, dall’Ucraina al Sahel

Dal vertice con i Balcani all’Asia centrale, dall’Ucraina al Sahel

Scrivo mentre arrivo in Burkina Faso e nel Sahel, dove incontrerò i nostri partner nella regione. Fino a stamattina ero a Kiev, in Ucraina, dove si è svolto il ventunesimo vertice tra Unione europea e Ucraina – il primo dopo l’elezione di Volodymyr Zelensky e il segno di una partnership strettissima e unica. Ci siamo occupati delle riforme che i cittadini ucraini chiedono al loro governo, ma anche della situazione nell’est del paese, in Crimea e nel Mar di Azov, di scambi commerciali e di sicurezza energetica. Qui il comunicato congiunto. Venerdì scorso invece ero a Poznan, in Polonia, per il vertice coi nostri sei partner dei Balcani: l’integrazione di tutta la regione dentro l’Unione europea è prima di tutto un nostro interesse, e la cooperazione tra le sei capitali è fondamentale per accompagnare il loro percorso verso l’Unione europea. Qui la mia intervista con Radio Free Europe, qui il comunicato. Durante il fine settimana sono stata ancora una volta in Asia centrale – una regione con la quale, in questi anni, abbiamo coltivato rapporti sempre più forti. Ad Ashgabat, in Turkmenistan, ho annunciato l’apertura di un’ambasciata dell’Unione europea nel paese – la quinta nei cinque paesi dell’Asia centrale. Qui la conferenza stampa col ministro degli Esteri Rashid Meredov e la mia dichiarazione alla stampa locale. Poi a Bishkek, in Kirghizistan, per la riunione ministeriale tra Unione europea e Asia centrale. I paesi di questa regione vedono nell’Europa un punto di riferimento e ci chiedono un coinvolgimento sempre più costante nelle vicende dell’Asia centrale. Ne ho parlato nella conferenza stampa col ministro degli Esteri kirghiso Chingiz Aidarbekov, qui invece...