Ritorno in America Latina: Cuba, Messico e Colombia

Ritorno in America Latina: Cuba, Messico e Colombia

Scrivo di ritorno dall’America Latina, un viaggio in tre tappe tra Cuba, Messico e Colombia. Prima a Cuba, in occasione del “Consiglio congiunto UE-Cuba” – cioè il confronto annuale con le autorità cubane che abbiamo creato grazie allo storico accordo tra Unione europea e Cuba di tre anni fa. La mia visita è iniziata con un incontro col ministro degli Esteri Bruno Rodriguez, poi il Consiglio congiunto: abbiamo parlato di come accompagnare la modernizzazione dell’economia cubana, di diritti umani, di multilateralismo e cambiamento climatico, ma anche di come proteggere le nostre aziende che investono a Cuba dagli effetti delle sanzioni americane. Qui il mio intervento, qui la conferenza stampa. Poi l’incontro col presidente Miguel Díaz-Canel Bermúdez, ma ho anche incontrato esponenti della società civile e della comunità delle imprese europee che operano a Cuba. E ho visitato il Convento di Santa Clara e l’Istituto Superiore delle Arti, due luoghi importanti per la cultura e per l’economia cubana che rinasceranno grazie al sostegno dell’Unione europea. Dall’Avana a Città del Messico, per la mia seconda visita dall’inizio del mandato – la prima dall’elezione del nuovo governo. Nell’incontro con il ministro degli Esteri Marcelo Ebrard abbiamo discusso del nostro impegno comune per promuovere una governance globale multilaterale e cooperativa, ma anche di come concludere i negoziati per il nuovo accordo tra Messico e Unione europea. Non è un “semplice” patto commerciale, ma un accordo di nuova generazione che protegge i nostri lavoratori, difende l’ambiente e rafforza la nostra cooperazione politica. Di multilateralismo e cooperazione ho parlato anche in un incontro con gli studenti della principale università di Città del Messico – qui...
La mia ultima Conferenza degli Ambasciatori, e un nuovo “Erasmus” su religione e società

La mia ultima Conferenza degli Ambasciatori, e un nuovo “Erasmus” su religione e società

Scrivo da L’Avana, dove sono arrivata per il secondo incontro del “Consiglio congiunto” che abbiamo creato con lo storico accordo di cooperazione tra Unione europea e Cuba di tre anni fa. Nei prossimi giorni, da Cuba mi sposterò in Messico e Colombia. La settimana appena conclusa l’ho trascorsa invece a Bruxelles, dove abbiamo riunito come ogni settembre tutti gli ambasciatori dell’Unione europea nel mondo. Lunedì ho aperto questa mia ultima Conferenza degli ambasciatori raccontando i risultati di questi cinque anni – dalla difesa europea al sostegno al multilateralismo, dai nuovi rapporti con l’Africa al cammino dei Balcani verso l’Unione europea – qui il mio discorso. Nei giorni successivi ho accolto alla Conferenza anche Ursula van der Leyen e Charles Michel, che guideranno la Commissione e il Consiglio per i prossimi cinque anni. Venerdì, ancora a Bruxelles, ho annunciato una nuova iniziativa europea: un “Erasmus” per esponenti della società civile che si occupano di fede e inclusione sociale. In giro per il mondo ci sono tante storie straordinarie di rispetto e di coesistenza pacifica tra comunità di fede diversa. Storie di cui non si sente parlare spesso, perché l’attenzione dei media e dell’opinione pubblica si concentra inevitabilmente sugli scontri e le tensioni. Con questo Erasmus su religione e società vogliamo dare voce alle storie di successo, ma anche connettere tra loro e aiutare concretamente questi “costruttori di ponti”. Qui il mio discorso e i dettagli sull’iniziativa. In settimana ho anche incontrato il presidente moldavo Igor Dodon (qui il comunicato) e ho parlato con l’Alto Commissario dell’Onu per i rifugiati Filippo Grandi, soprattutto di Venezuela, Libia e Siria – qui il...
Europa della difesa e nucleare iraniano, il lavoro continua

Europa della difesa e nucleare iraniano, il lavoro continua

Scrivo dopo una settimana trascorsa coi ministri degli Esteri e della Difesa dell’Unione a Helsinki. Mercoledì, coi ministri della Difesa, abbiamo discusso tre questioni fondamentali per la nostra sicurezza. Per la prima volta abbiamo affrontato il tema dei cambiamenti climatici come minaccia alla nostra sicurezza comune – per affrontare insieme i conflitti causati dai cambiamenti climatici, le catastrofi naturali e per ridurre l’impatto ambientale dei nostri sistemi di difesa. Siamo tornati a occuparci poi di cyber-sicurezza e di come governare l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nei sistemi d’arma, insieme al gruppo di leader del settore tech che ho riunito nel Global Tech Panel. E poi abbiamo discusso di coordinare la presenza delle marine dei nostri Stati membri in zone di crisi o di interesse strategico per l’Europa. Infine, riunendo i ministri della Difesa con quelli degli Esteri, abbiamo discusso della nostra risposta alle minacce ibride. Il cammino verso maggiore cooperazione in Europa sulla difesa va avanti. Qui la conferenza stampa finale e le parole che ho scambiato coi giornalisti a inizio giornata. Giovedì e venerdì il lavoro è proseguito coi ministri degli Esteri. Ci siamo occupati della situazione in Medio Oriente, in particolare di Siria e delle tensioni nel Golfo, e di come preservare l’accordo sul nucleare iraniano – anche in un incontro a margine che ho convocato coi ministri di Francia, Germania e Gran Bretagna. Ci siamo occupati anche di Artico e della situazione a Hong Kong. Poi una sessione coi nostri sei partner dei Balcani, per discutere insieme di come migliorare l’integrazione di questa parte così importante d’Europa. Qui la conferenza stampa conclusiva. Venerdì ho anche incontrato a Bruxelles...