Un altro passo avanti per la difesa europea

Un altro passo avanti per la difesa europea

Scrivo dopo una settimana di lavoro trascorsa tra Bruxelles e il Golfo. Lunedì scorso ho presieduto la riunione mensile dei ministri degli Esteri europei, che è stata l’occasione per ospitare il premier sudanese Abdalla Hamdok: il suo paese ha scelto la democrazia, e come Unione europea stiamo cercando di dare tutto il nostro sostegno a questa transizione, da un punto di vista politico ed economico (qui il comunicato). Ci siamo poi occupati della situazione in Afghanistan dopo le elezioni presidenziali, della situazione del Golfo e dell’accordo sul nucleare iraniano, e abbiamo discusso degli ultimi sviluppi in Bolivia. Qui la conferenza stampa. Questo invece è il comunicato di lunedì sera sull’ultimo rapporto sull’Iran dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica, insieme ai ministri di Francia, Germania e Regno Unito. Di Bolivia ci siamo occupati anche mercoledì alla seduta plenaria del Parlamento europeo, qui il dibattito. E qui i dibattiti sulle perforazioni turche al largo di Cipro e sulla situazione in Cile. Martedì invece ho riunito i ministri della Difesa dell’Unione. Abbiamo ospitato il vice-segretario generale della NATO Mircea Geoană, per poi occuparci soprattutto di due questioni. Abbiamo approvato tredici nuovi progetti nell’ambito della nuova cooperazione che abbiamo creato tra stati membri sulla difesa, progetti che vanno dall’addestramento comune alla difesa missilistica. E abbiamo discusso delle nostre missioni civili e militari comuni, per garantire che abbiano sempre le risorse necessarie – in particolare in zone cruciali come il Sahel e il Corno d’Africa. E c’è stato anche qualche passo avanti sul futuro di Operazione Sophia. Qui la conferenza stampa. In settimana ho incontrato anche il ministro degli Esteri uzbeko Abdulaziz Kamilov, qui il...
Solidarietà per i venezuelani e chi li ha accolti

Solidarietà per i venezuelani e chi li ha accolti

Scrivo alla fine di una settimana dedicata soprattutto alla situazione in Venezuela. Lunedì e martedì abbiamo ospitato a Bruxelles una conferenza internazionale di solidarietà con i profughi venezuelani e i paesi che li stanno accogliendo. Abbiamo accolto 120 delegazioni tra governi nazionali, organizzazioni internazionali e società civile. Le delegazioni presenti hanno mobilitato 120 milioni di euro di donazioni, che si aggiungono ai 320 milioni già stanziati dall’Unione europea in questi anni. Ma è solo l’inizio di un percorso di solidarietà, che proseguirà anche nei prossimi mesi con nuove conferenze come questa. Qui il mio discorso di apertura, qui la conferenza stampa finale. E qui il comunicato del Gruppo internazionale di contatto sul Venezuela, per rilanciare il lavoro verso una soluzione pacifica e democratica alla crisi. Martedì sera, ancora Bruxelles, ho riunito i leader dei nostri sei partner dei Balcani. La mancata apertura dei negoziati per l’ingresso di Albania e Macedonia del Nord nell’Unione europea è stata un errore storico (ne ho scritto qui): nonostante questo, abbiamo concordato che bisogna continuare a lavorare per realizzare quella prospettiva. Qui il comunicato. Qui invece il mio comunicato sull’avvio dei lavori del Comitato che dovrà scrivere la nuova costituzione...