Appunti da Belgrado: non c’è sicurezza senza cooperazione

Appunti da Belgrado: non c’è sicurezza senza cooperazione

Scrivo da Belgrado, dove sono per la Ministeriale dell’Osce. Un’organizzazione che fa della cooperazione la chiave della sicurezza – un principio che in questi tempi difficili serve richiamare, e applicare, forse come mai prima d’ora. E questo è il messaggio che ho portato qui, a nome dell’Unione Europea, parlando subito dopo Lavrov e subito prima di Kerry.

Con entrambi ho avuto in queste ore un incontro bilaterale: qui oggi con Lavrov, a Bruxelles due giorni fa con Kerry, per discutere non solo delle nostre relazioni ma soprattutto del nostro lavoro comune sulla Siria, sulla Libia, sul processo di pace tra Israele e Palestina. È attraverso la cooperazione internazionale, e regionale, che potremo raggiungere risultati reali su queste tre crisi: avviare una transizione politica a Damasco e creare le condizioni per unire le forze sul terreno per sconfiggere Daesh in Siria e in Iraq; fermare la violenza in Israele e Palestina e ridare vita al processo di pace, bloccato da ormai quasi due anni; incoraggiare le parti in Libia a far nascere un governo di unità nazionale capace di garantire pace e sicurezza ai libici e a tutta la regione, con il sostegno dei paesi vicini e dell’Unione Europea.

Proveremo a parlarne a Roma, con tutti gli attori rilevanti, il 13 dicembre. Perché è solo attraverso un’efficace cooperazione internazionale, multilaterale, che possiamo far sì che il nostro lavoro porti risultati.