A Sharm el Sheikh, col pensiero alla Libia

A Sharm el Sheikh, col pensiero alla Libia

Il governo egiziano mi ha invitato alla Egypt Economic Development Conference a Sharm el Sheikh: è un riconoscimento importante del ruolo che l’Europa può avere nel rilancio del paese, essendo tra l’altro il suo primo partner commerciale e il primo investitore straniero. Ma il viaggio a Sharm è stato anche un’ottima occasione per discutere delle vicende della regione col presidente egiziano Abdel Fattah al Sisi, col re di Giordania Abdullah II, col ministro degli esteri degli Emirati arabi sheikh Abdullah bin Zayed Al Nayahan e con gli altri leader presenti.

Una questione ha tenuto banco più delle altre: la Libia. Ho ribadito a tutti i miei interlocutori che non esiste nessuna soluzione militare alla crisi. L’unica ipotesi percorribile è quella della formazione di un governo di unità nazionale. Si parte da qui. L’Europa è pronta a sostenere qualsiasi passo avanti in questa direzione, lavorando in stretto coordinamento con l’inviato dell’Onu Bernardino Leon. Ma è alle fazioni libiche – insieme ai loro sponsor regionali – che tocca il primo passo, e a nessun altro.