A Vienna, con lo sguardo ai Balcani, al Medio Oriente e all’Iran

A Vienna, con lo sguardo ai Balcani, al Medio Oriente e all’Iran

Scrivo da ritorno dall’Austria, che ha la presidenza di turno dell’Unione europea, dove ho presieduto le riunioni informali dei ministri degli Esteri e della Difesa europei. Eravamo a Vienna, la città dove tre anni fa abbiamo concluso – dopo anni di negoziato – l’accordo nucleare con l’Iran. Non c’era posto migliore per avviare un anno che per noi sarà in buona parte dedicato proprio a proteggere e a rafforzare il sistema delle istituzioni multilaterali: accordi come quello con l’Iran contribuiscono alla sicurezza dell’Europa, e investire in questo “multilateralismo efficace” è l’unico modo di difendere davvero gli interessi dei cittadini europei.

L’Austria ha deciso di dedicare il suo semestre di presidenza dell’Unione proprio al multilateralismo efficace, ma anche al lavoro con i Balcani – ne ho parlato col presidente austriaco Alexander Van Der Bellen, qui il video.

E a Vienna c’erano anche i ministri degli Esteri dei paesi candidati a entrare nell’Unione europea. Con loro abbiamo parlato del nostro lavoro comune proprio a difesa e promozione del multilateralismo, poche settimane prima dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Ma abbiamo anche discusso della sicurezza del nostro continente, insieme alla Nato e alle Nazioni Unite.

Con i ministri della Difesa dell’Unione abbiamo discusso proprio della cooperazione con i nostri partner nei Balcani, insieme anche alla NATO e all’Onu. E abbiamo lavorato ai nuovi progetti comuni per rafforzare la difesa dell’Unione, che avvieremo grazie alla Cooperazione strutturata permanente che abbiamo creato lo scorso anno. Sia con i ministri della Difesa che con quelli degli Esteri abbiamo discusso del futuro di Operazione Sophia, la nostra missione navale nel Mediterraneo: non c’è ancora l’accordo sul nuovo mandato dell’operazione, che non scade prima della fine dell’anno, ma tutti i ministri hanno confermato una forte volontà di preservare una missione fondamentale per combattere il traffico di esseri umani e salvare vite. Qui le parole che ho scambiato coi giornalisti prima dell’incontro e la conferenza stampa dopo la riunione coi ministri della Difesa.

Coi ministri degli Esteri ci siamo occupati soprattutto del conflitto tra Israele e Palestina e della situazione in Siria, col rischio di una nuova drammatica crisi umanitaria in caso di attacco a Idlib. E su entrambe le crisi lavoreremo ancora a New York durante il mese di settembre, in occasione dell’Assemblea generale dell’Onu.

Abbiamo anche discusso di relazioni transatlantiche, e dei mesi importantissimi che abbiamo davanti nel nostro lavoro con i Balcani: i negoziati tra Serbia e Kosovo entrano in una fase decisiva, e la prossima settimana ospiterò di nuovo i presidenti Aleksandar Vucic e Hashim Thaci a Bruxelles; e a settembre si terrà il referendum sul nome della futura Macedonia del Nord.

Qui il mio incontro coi giornalisti primi della riunione e la conferenza stampa dopo l’incontro dei ministri degli Esteri – in cui si parla ancora di Balcani, di Operazione Sophia, di Medio Oriente, ma anche di Venezuela.