A Vienna, per salvare l’accordo con l’Iran

A Vienna, per salvare l’accordo con l’Iran

Scrivo di ritorno da Vienna, dove ho riunito per la prima volta a livello ministeriale la Commissione che sovrintende al rispetto dell’accordo nucleare con l’Iran. Insieme con i ministri degli Esteri dell’Iran Javad Zarif, della Francia Jean-Yves Le Drian, della Germania Heiko Maas, della Russia Sergei Lavrov, della Cina Wang Yi e al sottosegretario britannico Alistair Burt, abbiamo discusso di un pacchetto corposo di misure per preservare l’accordo, dopo la decisione degli Stati Uniti di ritirarsi unilateralmente dall’intesa.

Oltre ad avere ribadito la scelta politica di continuare ad attuare l’accordo, di interesse strategico per la sicurezza dell’Unione europea e del mondo, abbiamo concordato le nostre linee di azione per mantenere le esportazioni di petrolio e gas dall’Iran, tenere aperti i canali finanziari così come i rapporti commerciali, e per sostenere gli imprenditori, soprattutto piccoli e medi, che investono in Iran. Qui il testo che abbiamo adottato nel corso della ministeriale e che ho letto alla stampa al termine della riunione.

Prima di presiedere la Commissione, ho avuto un lungo colloquio con Zarif per discutere dello stato di attuazione dell’accordo che, secondo l’Agenzia atomica dell’Onu (Aiea), l’Iran sta pienamente rispettando.

La riunione è stata anche l’occasione di incontri bilaterali con il ministro russo Sergei Lavrov, con cui abbiamo parlato anche di Ucraina, Siria e Balcani, e con il ministro degli Esteri e consigliere di Stato cinese Wang Yi, con il quale abbiamo fatto un punto sui nostri rapporti bilaterali, in vista del summit tra Unione europea e Cina di metà luglio.

La settimana era cominciata a Roma, dove ho visitato il quartiere generale di Operazione Sophia, l’operazione militare europea nel Mediterraneo lanciata tre anni fa contro i trafficanti di esseri umani nel Mediterraneo. Dal 2015 sono state fermate decine di trafficanti, distrutte oltre cinquecento imbarcazioni, salvate decine di migliaia di vite. Sono stati anche addestrati oltre duecento guardiacoste libici, anche al rispetto dei diritti umani, e dagli Stati membri aspettiamo le risorse per monitorare e supportare il loro lavoro. Qui il mio discorso a Roma.

Il resto della settimana l’ho trascorso a Strasburgo, per la sessione plenaria del Parlamento europeo. Mercoledì ho incontrato i rappresentanti dell’opposizione in Moldova, in un momento di crisi politica per il paese. Ne ho parlato anche in Aula, qui il mio intervento.

A Strasburgo ci siamo occupati anche della partnership con l’Armenia, dei diritti delle donne e delle minoranze in Pakistan, del lavoro per la Somalia a pochi giorni dalla riunione ministeriale che ospiteremo a Bruxelles, e della situazione in Burundi. Ho anche incontrato le commissioni Esteri e Sviluppo del Parlamento per discutere la nostra proposta sul nuovo bilancio dell’Unione europea (l’avevo spiegata qui).