Europa e Africa, finalmente si lavora insieme

Europa e Africa, finalmente si lavora insieme

Scrivo dopo una settimana dedicata all’Africa e al Mediterraneo, prima in Costa d’Avorio e poi a Roma.

Sono arrivata ad Abidjan lunedì, per un vertice fondamentale tra Unione europea e Unione africana. Il primo in cui davvero ci siamo confrontati sullo stesso piano coi nostri partner africani, cercando insieme risposte comuni ai problemi dei nostri due continenti.

Per la prima volta, i giovani sono stati al centro del vertice – con la loro voce e le loro proposte (qui il mio incontro con un gruppo di ragazzi africani ed europei, insieme a Didier Drogba).

E per la prima volta abbiamo affrontato lo sviluppo dell’Africa non solo come una questione umanitaria – ma come un interesse comune dei nostri due continenti. Come Unione europea siamo arrivati ad Abidjan presentando il più grande programma di investimenti privati di sempre nel continente africano: investimenti che andranno nelle regioni e nei settori economici che ne hanno più bisogno, definiti insieme ai nostri partner africani. Qui il mio intervento al Business Forum di Abidjan.

Abbiamo lavorato insieme perché i nostri partner africani possano prendere davvero in mano la gestione della propria sicurezza, che è fondamentale anche per la nostra. Qui il mio intervento alla riunione ministeriale di Abidjan che ho presieduto in apertura del vertice.

E poi il tema delle migrazioni, con la decisione di creare una task force congiunta – Unione europea, Unione africana e Nazioni unite – per proteggere le persone in viaggio e in fuga all’interno del continente africano, in particolare in Libia. Qui il comunicato dopo il mio incontro con il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres e con quello dell’Unione africana Moussa Faki, e sulla conversazione che ho avuto col direttore dell’Organizzazione mondiale per le migrazioni, William Lacey Swing. Qui le mie interviste ad Avvenire e La Stampa.

Ad Abidjan ho avuto anche l’occasione di incontrare tanti partner fondamentali per l’Unione europea: il presidente dell’Unione africana Alpha Condé, quello ivoriano Alassane Ouattara, quello del Senegal Maki Sall, i leader del G5 Sahel, il premier etiope Hailemariam Desalegn e il premier libico Fayez al Sarraj.

Da Abidjan a Roma, per i MED Dialogues organizzati dalla Farnesina: una bella dimostrazione della capacità italiana ed europea di far ritrovare i leader della nostra regione. A Roma ho incontrato l’invitato dell’Onu per la Libia, Ghassan Salamè, il ministro degli esteri iraniano Javad Zarif, l’egiziano Sameh Shoukry, il saudita Adel al Jubeir e il libanese Gebran Bassil. Qui la mia conversazione con Maha Yahya e James Politi su sicurezza europea, Siria, Iran, Libano e il ruolo dell’Unione europea nel Mediterraneo.

Un’ultima cosa importante: venerdì mattina ho parlato al telefono anche con il ministro degli Esteri della Repubblica di Corea, Kang Kyung-wha, dopo l’ultimo test missilistico nordcoreano. Qui il comunicato.