La Siria, il referendum britannico, e la nostra Europa

La Siria, il referendum britannico, e la nostra Europa

Scrivo in viaggio per l’Africa: Mozambico e poi Sud Africa. Una visita che va ben oltre l’aiuto allo sviluppo che l’Unione Europea dà al continente, e delinea una partnership strategica sui grandi temi globali – dal cambiamento climatico alle migrazioni alla lotta alla povertà.

Prima di partire, oggi ho incontrato a Bruxelles l’inviato delle Nazioni Unite per la Libia, Martin Kobler, e sono stata al Parlamento Europeo per un incontro non solo con i parlamentari europei ma anche con le delegazioni dei 28 parlamenti nazionali (un’occasione per rivedere tanti amici ed ex colleghi).

Abbiamo parlato di Siria, di rifugiati, e di come salvare il grande progetto di integrazione europea. Un progetto di cui abbiamo sempre più bisogno, e che rischiamo di veder svanire se non ci saranno leadership politiche in grado di portarlo avanti con coraggio e determinazione – a livello comunitario e a livello nazionale. Perché è ora di capire che quando diciamo “cessione di sovranità” nei confronti dell’Europa, in realtà parliamo dell’unico modo possibile di riconquistare la nostra sovranità, nel mondo globale in cui viviamo.