Al lavoro col Sahel: soluzioni comuni a problemi comuni

Al lavoro col Sahel: soluzioni comuni a problemi comuni

Oggi ho accolto a Bruxelles, al Servizio di azione esterna, i cinque ministri degli esteri del “G5 Sahel”, il gruppo di paesi della regione a sud-ovest del Sahara. Mauritania, Mali, Ciad, Burkina Faso, Niger. Sono paesi chiave per la stabilità di tutto il Nord Africa, e condividono con noi europei una serie di interessi e di problemi fondamentali. Non si può parlare di immigrazione, ad esempio, senza contare che la gran parte delle rotte che portano alla Libia passano per il Sahel.

Quando diciamo che ci vuole un approccio di ampio respiro al fenomeno delle migrazioni, intendiamo anche questo. Oggi abbiamo discusso di controllo delle frontiere, ma non solo. Lo sviluppo economico della regione, a partire dall’occupazione giovanile, è fondamentale. Così come è fondamentale combattere insieme le organizzazioni criminali che trafficano uomini, armi o droga attraverso il deserto.

C’è poi il capitolo della lotta al terrorismo. E la lotta ai cambiamenti climatici. Sono sfide comuni, che chiedono risposte comuni. La discussione oggi è stata fruttuosa e “operativa”. Abbiamo parlato di soluzioni concrete, non solo analizzato i problemi. Se era la prima volta che ci incontravamo in questo formato, posso garantire che non sarà l’ultima. E il prossimo appuntamento sarà nel Sahel.