Al lavoro per una Libia in pace, sicura e democratica

Al lavoro per una Libia in pace, sicura e democratica

Scrivo dopo una settimana trascorsa tra l’Algeria, la Sicilia e Bruxelles. Lunedì ero ad Algeri, dove ho incontrato il premier Ahmed Ouyahia e insieme al ministro degli Esteri Abdelkader Messahel ho discusso di lotta al terrorismo e della nostra cooperazione sulla sicurezza nella nostra regione – dal Sahel alla Libia. Qui il mio intervento in apertura dell’incontro e la conferenza stampa finale.

Dall’Algeria alla Sicilia, ancora al lavoro sulla Libia alla conferenza organizzata dal governo italiano a Palermo. L’inviato dell’Onu Ghassan Salamé sta portando avanti una difficile mediazione tra le diverse fazioni libiche, per mettere fine a questa fase di transizione, verso una democrazia veramente inclusiva. A Palermo abbiamo lavorato per rafforzare il sostegno – politico, economico e diplomatico – alla sua azione e alla pace in Libia. Qui le parole che ho scambiato coi giornalisti a Palermo, qui un mio commento su La Repubblica.

A Palermo ho anche incontrato il vice-presidente turco Fuat Oktay (qui il comunicato), in vista della mia visita in Turchia della prossima settimana. Ad Ankara parleremo della situazione nella regione e dei nostri rapporti bilaterali, ma anche – come sempre – di diritti umani: e venerdì non abbiamo mancato di prendere posizione contro l’arresto di molti accademici ed esponenti della società civile turca (qui il comunicato).

Di ritorno a Bruxelles, ho partecipato a una bella discussione organizzata dall’International Crisis Group sul lavoro dell’Unione europea come forza di pace (qui il video).

Poi, mercoledì, ho presieduto il consiglio di associazione con l’Albania, insieme al ministro degli Esteri Ditmir Bushati, per continuare il percorso verso l’ingresso dell’Albania nell’Unione europea. Qui la conferenza stampa.

Giovedì abbiamo ospitato il presidente sudafricano Cyril Ramaphosa e diversi ministri, per il vertice tra Unione europea e Sud Africa – nel centenario della nascita di Nelson Mandela (ne avevo parlato la settimana scorsa, qui). Qui il comunicato congiunto a conclusione del vertice.

Venerdì mattina invece ci siamo occupati di come evitare che il traffico di diamanti venga usato per finanziare milizie e gruppi criminali. Come Unione europea abbiamo presieduto per un anno il “processo di Kimberley” che si occupa proprio di “blood diamonds” – qui il mio discorso alla conferenza conclusiva dopo un anno di lavoro.