Al lavoro su Balcani, Ucraina e Medio Oriente

Al lavoro su Balcani, Ucraina e Medio Oriente

Scrivo alla fine di una settimana trascorsa a Bruxelles – al lavoro soprattutto su Balcani, Ucraina e Medio Oriente.

La settimana è iniziata col Consiglio di associazione con l’Ucraina: insieme al premier Volodymyr Groysman abbiamo parlato della situazione in Crimea e nel Mar d’Azov, ma anche delle riforme economiche e anti corruzione che il governo sta portando avanti con il sostegno dell’Unione europea. Qui la conferenza stampa dopo l’incontro, qui il comunicato.

Poi una serie di incontri coi nostri partner nei Balcani. Mercoledì ho ospitato un pranzo informale con i sei leader della regione: abbiamo parlato del lavoro da fare per consolidare il loro cammino verso l’Unione europea. Tutti hanno confermato il sostegno all’accordo dell’estate scorsa tra Grecia e la futura Macedonia del Nord, e ai negoziati tra Belgrado e Pristina. Ho anche incontrato separatamente il premier macedone Zoran Zaev, il presidente del Montenegro Milo Dukanovic, il premier kosovaro Ramush Haradinaj per il Consiglio di associazione col Kosovo (qui il comunicato, e qui il commento alla decisione del governo di Pristina di modificare il mandato delle Forze di sicurezza del Kosovo), e la premier serba Ana Brnabic per il Consiglio di associazione con la Serbia (qui la conferenza stampa).

Giovedì invece ho presieduto il Consiglio di associazione con l’Egitto – questa la conferenza stampa col ministro degli Esteri Sameh Shoukri: abbiamo parlato della cooperazione tra i nostri paesi, ma anche e soprattutto della situazione nella regione, in particolare delle tensioni in Israele e Palestina. È un momento delicato per il Medio Oriente: da un lato i tentativi di mettere fine alla guerra in Yemen (qui il comunicato sull’accordo raggiunto a Stoccolma per un cessate il fuoco e un primo scambio di prigionieri); dall’altro la nuova fase in cui sta entrando il conflitto siriano – e questo è il mio commento all’annuncio di nuove manovre turche nel nord-est del paese.

Altre due cose importanti: martedì ho aperto la conferenza annuale sulla non-proliferazione e il disarmo, organizzata dal consorzio di think-tank europei che lavorano su questi temi. È un momento in cui ritorna la tentazione della corsa agli armamenti e l’illusione che più armi portino più sicurezza. Ma nel mondo di oggi – così caotico e conflittuale – l’unico modo per garantire la sicurezza dell’Europa e del mondo è investire negli accordi internazionali per la non-proliferazione nucleare e per il disarmo. Qui il video del mio intervento.

E mercoledì ho fatto gli auguri di buone feste, in video conferenza, a tutte le nostre missioni civili e militari: europei ed europee in divisa che lavorano ogni giorno per la nostra sicurezza e per la pace.