Al lavoro su Palestina e Israele, Venezuela, e Balcani

Al lavoro su Palestina e Israele, Venezuela, e Balcani

Scrivo dopo una settimana di lavoro dedicata soprattutto ai Balcani e alla sicurezza della nostra regione, ma anche alla crisi in Venezuela. L’unica via d’uscita dalla crisi è una soluzione pacifica e democratica: lo ho ribadito a nome di tutta l’Unione europea (qui la mia dichiarazione a nome dei Ventotto) e insieme al Gruppo internazionale di contatto che abbiamo creato (qui il comunicato), con il quale ci riuniremo domani in Costa Rica.

La settimana era iniziata lunedì a Berlino, per il vertice organizzato da Francia e Germania sul futuro dei Balcani. È stata soprattutto l’occasione per incontrare, insieme e bilateralmente, i leader di tutti e sei i nostri partner: il presidente serbo Aleksandar Vucic e la premier Ana Brnabic, il presidente kosovaro Hashim Thaci e il primo ministro Ramush Haradinaj, il presidente del Montenegro Milo Đukanovic, il premier della Macedonia del Nord Zoran Zaev, il primo ministro albanese Edi Rama e quello bosniaco Denis Zvizdic.

Martedì poi, insieme al ministro degli Esteri norvegese Ine Eriksen Soreide, abbiamo riunito a Bruxelles il gruppo dei donatori internazionali per la Palestina. Abbiamo discusso insieme di come superare l’attuale crisi finanziaria dell’Autorità palestinese e preservare la soluzione dei due Stati per garantire pace e sicurezza alla regione. Qui la conferenza stampa, qui il mio comunicato sulla nuova escalation a Gaza.

Per noi europei, si tratta anche di una questione di sicurezza della nostra regione. Lo stesso vale per l’accordo sul nucleare iraniano: da tre anni contribuisce a evitare una corsa alle armi nucleari in Medio Oriente, e anche per questo va salvato. Qui il mio comunicato con Francia, Germania e Gran Bretagna sulle sanzioni americane. Qui invece il comunicato sulle attività della Turchia nelle acque territoriali cipriote.

La scorsa settimana, invece, avevamo accolto a Bruxelles il premier Shinzo Abe per il vertice tra Unione europea e Giappone. Qui il comunicato congiunto.

E ieri le istituzioni europee hanno aperto le porte al pubblico, come tutti gli anni in occasione della Giornata dell’Europa. Al Servizio europeo di azione esterna ho incontrato moltissime persone, in un bel clima di festa e partecipazione. Un modo per ricordare a tutti noi che l’Europa non è un insieme di “palazzi” a Bruxelles: l’Europa è ciascuno di noi, l’Europa è quello che decidiamo di farne.