Al quartier generale della missione navale, a Roma. Con un nome in mente: Sofia

Al quartier generale della missione navale, a Roma. Con un nome in mente: Sofia

La prima fase della nostra operazione navale contro i trafficanti di uomini nel Mediterraneo è completa. Oggi sono a Roma, al quartier generale operativo di Eunavfor Med. Ho incontrato il contrammiraglio Enrico Credendino, l’italiano che guida l’operazione: la prima fase è stata un successo. In seguito alle attività di Eunavfor, le autorità italiane hanno arrestato 15 sospetti trafficanti, catturando 15 imbarcazioni. In altri venti casi ci sono stati avvistamenti di trafficanti in alto mare.

Abbiamo raccolto informazioni a sufficienza su rotte, navi, reti criminali. Chiederò al Consiglio di passare alla fase 2 in alto mare, che ci consentirà anche di arrestare le navi dei trafficanti.

Nel frattempo, le nostre navi stanno salvando vite umane. Dal 27 luglio, le navi dell’operazione hanno portato in salvo 2.186 persone, tra cui 472 donne, 114 bambini e 4 infanti. Una di loro è nata a bordo di una delle navi dell’operazione. È stata chiamata Sofia, come la nave dove è stata partorita. Proporrò agli Stati Membri di cambiare nome alla nostra operazione: vorrei che si chiamasse Sofia, per ricordare a tutti noi qual è il senso del nostro lavoro.