Due donne ai vertici (e un pensiero sul 25 Aprile)

Due donne ai vertici (e un pensiero sul 25 Aprile)

Scrivo oggi dopo due incontri molto intensi a Bruxelles, in una giornata particolare per l’Italia e l’Europa. Il primo è stato con Amal al Qubaisi, prima donna presidente del parlamento degli Emirati Arabi Uniti. Amal è architetto, fino al 2005 non si era occupata di politica. Poi la svolta: nel 2006 ha sentito il dovere civico di candidarsi e di contribuire alla vita istituzionale del suo paese. Ed è stata la prima deputata eletta al Consiglio federale nazionale. Un esempio, per le donne arabe e per quell’Occidente che guarda con troppi stereotipi al mondo arabo e islamico. Lei si batte per difendere il valori dell’Islam come religione di pace da quanti invece strumentalizzano la sua fede per farne strumento di guerra, di interessi economici, di potere.

Con Amal abbiamo parlato di terrorismo e delle tante crisi nella regione, dalla Siria allo Yemen. Abbiamo parlato dei rifugiati che fuggono dalle guerre e di come offrire loro protezione, mentre lavoriamo insieme a tutta la comunità internazionale per costruire un futuro di pace che consenta loro di tornare a casa.

Mogherini receives Ertharin Cousin, Executive Director of the UN World Food ProgramDella devastazione che guerre e terrorismo provocano, di come affrontare i tanti drammi umanitari abbiamo discusso a lungo anche con Ertharin Cousin, direttore esecutivo del Programma alimentare mondiale: un’altra donna, ai vertici di una delle più importanti agenzie delle Nazioni Unite. Come Unione Europea, grazie al Fondo per i rifugiati siriani in Turchia, abbiamo appena stanziato 40 milioni di euro per un programma del Pam che aiuta 735mila persone. E siamo pronti a collaborare anche in Nigeria, dove mezzo milione di uomini, donne e bambini rischia di morire di fame nelle aree fino a poco tempo fa controllate da Boko Haram e ora liberate.

È urgente intervenire, per rompere la spirale di disperazione su cui lucrano ovunque le organizzazioni terroristiche. Mentre si affronta l’emergenza, dobbiamo mantenere la capacità di guardare al lungo periodo, di ricostruire il tessuto connettivo di tante comunità sostenendo istruzione e sviluppo, per dare alle nuove generazioni le chiavi del futuro del proprio paese. È fondamentale per la Nigeria, così come per la Siria o la Libia. Come fu cruciale per l’Europa dopo la seconda Guerra mondiale.

Oggi è il 25 aprile. Settantuno anni fa si chiuse per l’Italia un’epoca drammatica. Dalla devastazione della Seconda guerra mondiale è iniziato il cammino non solo di un Paese nuovo, ma dell’Europa moderna, unita. I valori della Resistenza sono parte della nostra storia e più che mai del nostro presente, in un momento così difficile: libertà, rispetto dei diritti e pace. Sono conquiste che dobbiamo ai nostri padri ma che tocca a noi, a tutti noi, preservare ogni giorno.