Albania, Francia, Marocco: due giorni più intensi del solito

Albania, Francia, Marocco: due giorni più intensi del solito

Ho passato gli ultimi due giorni tra Tirana, Parigi e Rabat. Ho cominciato giovedì dall’Albania, per rivolgermi al Parlamento sul futuro delle relazioni tra il paese e l’Unione Europea, che dipendono in gran parte dalla capacità delle istituzioni di approvare riforme profonde, a partire da quelle del sistema giudiziario. Non perché “lo chiede Bruxelles”, ma perché lo vogliono i cittadini albanesi. Di questo ho parlato con il presidente Bujar Nishani, con il primo ministro Edi Rama, con il ministro degli Esteri Ditmir Bushati, con il presidente del parlamento Ilir Meta ed esponenti dell’opposizione. 

Il successo dell’Albania potrà essere il successo di tutta l’Unione Europea, perché abbiamo sempre più bisogno di lavorare insieme: sulla sicurezza e il terrorismo, la prevenzione della radicalizzazione, la stabilizzazione nei Balcani, la gestione dei flussi di rifugiati in fuga dalla guerra in Siria.

E proprio sulla Siria, su come aiutare al meglio quanti ancora resistono nel proprio paese e allo stesso tempo contribuire a far si che si rafforzi il processo politico mediato dall’ONU, abbiamo lavorato ieri a Parigi con i ministri degli Esteri francese Jean-Marc Ayrault, tedesco Frank-Walter Steinmeier e britannico Philip Hammond.

L’Unione Europea è il primo donatore nei confronti della Siria, insieme agli Stati membri ha stanziato miliardi di euro per aiutare i siriani. Ma ha anche un ruolo di facilitazione politica, di sostegno al processo di pace. Ora è importante che la tregua tenga e che il dialogo iniziato a Ginevra riprenda. Ne abbiamo parlato con il negoziatore capo dell’opposizione, Riyad Hijab, con cui ci siamo confrontati durante la riunione e che poi ho incontrato a lungo a tu per tu. La tregua è lontana dall’essere perfetta, la consegna degli aiuti umanitari è difficile e non ancora capillare, il processo politico fragile: ma dopo cinque anni di conflitto abbiamo in mano un’occasione per mettere fine davvero alla guerra civile e fermare finalmente anche Daesh.

Da Parigi a Rabat, per una riunione con il ministro degli Esteri marocchino Salaheddine Mezouar, cui è seguito un incontro con la stampa – qui il video.

Lunedì prossimo Consiglio Europeo a Bruxelles e Summit con la Turchia, martedì a Strasburgo per la plenaria del Parlamento Europeo, e poi in visita in Argentina e a Cuba.