Dopo il Consiglio europeo. Al lavoro per proteggere i civili di Aleppo

Dopo il Consiglio europeo. Al lavoro per proteggere i civili di Aleppo

Scrivo dopo un Consiglio europeo importante, in ore difficili, di contatti costanti per cercare di garantire la protezione dei civili ad Aleppo – e in tutta la Siria. Di Aleppo, del nostro aiuto umanitario, del lavoro fatto con le Nazioni Unite in queste ore per avviare l’evacuazione dei civili ad Aleppo e non solo, ma anche del nostro lavoro diplomatico per il futuro della Siria, per preparare una soluzione politica che consenta la transizione e la ricostruzione del Paese – di tutto questo abbiamo parlato al Consiglio. Ho aggiornato i capi di Stato e di governo sul lavoro fatto, sia sul piano umanitario sia su quello politico, e insieme abbiamo discusso dei passi successivi. Qui le parole che ho scambiato coi giornalisti, qui le conclusioni del Consiglio sulla Siria.

Al Consiglio di ieri abbiamo discusso anche di migrazioni. Ho presentato il rapporto sul lavoro che abbiamo fatto con i migration compact con cinque paesi africani, dei risultati già raggiunti e degli impegni ancora da realizzare, insieme ai nostri partner africani e all’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (con la quale ieri abbiamo firmato un piano da 100 milioni per progetti comuni). Poche ore prima del Consiglio ho accolto il presidente del Niger, Mahamadou Issoufou. Insieme abbiamo firmato accordi per 500 milioni di nuovi investimenti europei in un paese chiave per la stabilità della nostra regione: investimenti per lo sviluppo, l’educazione (soprattutto delle bambine), l’occupazione e la sicurezza. Qui la nostra conferenza stampa, qui quella con il direttore generale dell’Oim William Lacy Swing.

Ieri ho presentato anche al Consiglio il pacchetto di misure cui ho lavorato negli ultimi mesi per rafforzare la cooperazione europea su sicurezza e difesa. La sicurezza è una priorità assoluta per tutti i cittadini europei e per in nostri partner: ho messo sul tavolo una serie di proposte concrete, per creare una vera Unione Europea della sicurezza e della difesa. Qui spiego le proposte contenute nel pacchetto, approvate ieri dai capi di Stato e di governo.

Di difesa – ma anche di cooperazione allo sviluppo e di riforma della governance globale – avevo parlato al Parlamento europeo martedì in plenaria (qui il video). A Strasburgo abbiamo discusso anche di Aleppo e di difesa dei diritti umani (video), proprio dopo l’ incontro con Nadia Murad e Lamiya Aji Bashar, le due ragazze yazide vincitrici del Premio Sakharov.

La settimana era iniziata col Consiglio affari esteri di lunedì, con la presenza del presidente colombiano Juan Manuel Santos, appena premiato con il Nobel per la pace. È stato un grande riconoscimento del ruolo dell’Europa a sostegno della pace, e insieme a presidente Santos abbiamo lanciato un fondo fiduciario dell’Unione Europea per accompagnare l’accordo di pace in Colombia (qui il video della conferenza stampa).

E sempre lunedì ho firmato anche un accordo di cooperazione e di dialogo con Cuba, insieme al ministro degli Esteri cubano Bruno Rodriguez (qui il video). È un nuovo inizio per i nostri rapporti con Cuba, per accompagnare l’isola in un’epoca di grandi cambiamenti.