Alla Convention democratica di Filadelfia

Alla Convention democratica di Filadelfia

Scrivo di ritorno dalla convention democratica di Filadelfia, dove ho partecipato all’International Leaders Forum organizzato dal National Democratic Institute di Madeleine Albright. Tanti incontri utili, da quello con la Albright stessa, come sempre fonte inesauribile di idee e di ispirazione, a Wendy Sherman e il team di politica estera della Clinton.

È stata anche un’occasione per cogliere la temperatura di una campagna elettorale che sarà importante anche per il ruolo che l’America avrà nel mondo sotto la nuova amministrazione. In questi otto anni Obama ha saputo costruire alleanze forti e amicizie profonde, soprattutto con l’Europa. Tante sono state le cose che abbiamo fatto insieme, e che sono state ricordate anche in questi giorni di Convention – a partire dall’accordo sul nucleare iraniano, o sul cambiamento climatico. In un momento difficile come questo per il mondo, con un moltiplicarsi di crisi e conflitti, abbiamo bisogno più che mai di lavorare insieme, costruire partnership solide e vere, basate sull’ascolto, il rispetto, il lavoro di squadra.

Questo serve tra le due sponde dell’Atlantico, così come all’interno delle nostre società. Non l’illusione della solitudine onnipotente di “uomini forti”, che si è sempre rivelata impotente quando non dannosa, ma piuttosto la forza di una democrazia che condivide la responsabilità di costruire risposte collettive. “We will fix it together”: è un messaggio che vale per Hillary e per l’America, per la loro politica interna e internazionale, ma vale anche per il mondo e per tutti noi.

Qui la mia intervista da Filadelfia a SkyTg24.