Alti e bassi al Consiglio europeo

Alti e bassi al Consiglio europeo

Scrivo al termine di un Consiglio europeo molto faticoso e complicato, segnato da difficoltà e divisioni tra Stati Membri su molte questioni legate più alle singole dinamiche di politica interna che alla costruzione di un comune orizzonte europeo. Prima fra tutte, il mancato consenso sull’accordo di commercio con il Canada – un accordo migliore di qualsiasi altro mai negoziato prima d’ora, con standard altissimi e con un paese che condivide in pieno i nostri valori ed il nostro modo di vedere le relazioni internazionali, commerciali, economiche e sociali. Vedere la mancanza di consenso tra Stati Membri bloccare un accordo ottimo per tutta l’Unione Europea, e frutto di tanto tanto lavoro, fa rabbia e tristezza.

Hanno fatto eccezione le decisioni sulle nostre scelte di politica estera. Ieri pomeriggio ho presentato ai capi di stato e di governo dei 28 paesi dell’Unione​ i primi risultati ottenuti sui “migration compact con cinque paesi africani. Siamo tutti d’accordo che quella intrapresa è la strada giusta da percorrere: lavorare insieme ai nostri partner, investire nella loro forza e nella nostra cooperazione. E a dicembre valuteremo la possibilità di proporre lo stesso approccio anche ad altri paesi. Il lavoro prosegue anche sul Piano estero di investimenti, che deve diventare pienamente operativo al più presto. Qui le conclusioni del Consiglio sul capitolo migrazione.

Lunga discussione anche sulla situazione ad Aleppo e in tutta la Siria. È fondamentale consentire agli aiuti umanitari di raggiungere tutte le città sotto assedio, cercando di prorogare il cessate il fuoco di queste ore. I Ventotto hanno dato un sostegno chiaro e unanime alle due proposte che ho messo sul tavolo nelle scorse settimane: il nostro piano di aiuti per Aleppo, per far entrare gli aiuti umanitari ed evacuare i feriti; e il dialogo con le potenze regionali, per cercare una soluzione politica ma anche per discutere della ricostruzione e del futuro della Siria.

Dobbiamo continuare a lavorare insieme, tutta l’Unione, come abbiamo fatto finora. Anche nei confronti della Russia, tenendo insieme fermezza – nel condannare le violenze contro i civili in Siria, nel lavoro per la piena realizzazione degli accordi di Minsk sull’Ucraina – e dialogo, dove i nostri interessi possono convergere. Qui le conclusioni del Consiglio su Siria e Russia, qui invece le parole che ho scambiato coi giornalisti prima del vertice.