In Arabia per la Siria. Poi Tunisia e Malta, con i giovani del Mediterraneo

In Arabia per la Siria. Poi Tunisia e Malta, con i giovani del Mediterraneo

Scrivo di ritorno da tre giorni tra Arabia Saudita, Tunisia e Malta, e anche oggi arrivano notizie di nuove scosse di terremoto nell’Italia centrale. Il coraggio e la forza che stanno dimostrando i cittadini, gli amministratori locali e i soccorritori hanno impressionato il mondo, e ovunque io vada sento la solidarietà e l’ammirazione per l’Italia, in questi giorni difficili. Non è una sorpresa, tutti conoscono la forza degli italiani. Ma la forza deve essere accompagnata da gesti concreti di solidarietà: per questo le istituzioni europee hanno accolto le richieste di aiuto che sono arrivate finora dall’Italia, e sarà importante continuare a farlo.

A Riad, poche ore dopo la mia visita a Tehran, ho incontrato re Salman e il ministro di Stato Nizar Madani, per discutere di come aprire spazi di intesa regionale sul futuro della Siria, a sostegno del lavoro che le Nazioni Unite stanno facendo, ed affrontare la crisi umanitaria nelle aree più colpite dal conflitto, a partire da Aleppo.

A Tunisi ho incontrato il Presidente Beji Caid Essebsi, il Presidente del Consiglio Yussef Chahed, il Ministro degli Esteri Khemaies Jhinaoui per discutere di come utilizzare al meglio il sostegno che l’Unione Europea dà alla transizione democratica della Tunisia, con un’attenzione particolare alla necessità di dare lavoro e ruolo a quella metà della popolazione che ha meno di 30 anni (qui la conferenza stampa col ministro Jhinaoui). È stato importante per me incontrare proprio gli studenti di ingegneria a Biserta e i giovani che hanno creato start-up a Tunisi, vedere la loro voglia di cambiare il proprio paese, l’energia di una generazione di cui non solo la Tunisia, ma tutto il Mediterraneo ha un grande bisogno. A Biserta abbiamo anche inaugurato un grande progetto cofinanziato dall’Unione Europea nell’ambito dell’Unione per il Mediterraneo per la riqualificazione ambientale del lago, che darà lavoro a tanti di quei giovani migliorando al tempo stesso la qualità dell’acqua e dell’aria del nostro mare Mediterraneo.

E proprio il Mediterraneo, e il ruolo fondamentale dell’Unione Europea in questa nostra regione tanto ricca di opportunità e attraversata da tante crisi, sarà al centro della Presidenza maltese del Consiglio dell’Unione Europea che inizierà a gennaio. La mia visita a La Valletta in queste ore è servita a preparare la presidenza e le sue priorità, a partire dalla stabilizzazione della Libia, dalle politiche migratorie, dal partenariato con il mondo arabo e con l’Africa. Qui la conferenza stampa col ministro degli Esteri George Vella. Anche a Malta, l’incontro con gli studenti dell’Università. È stata una bellissima occasione di scambio sulla centralità del Mediterraneo per la politica estera della nostra Unione Europea.