Stesse sfide, stessa energia. Una Unione per il Mediterraneo

Stesse sfide, stessa energia. Una Unione per il Mediterraneo

Abbiamo parlato di terrorismo, di sviluppo, di immigrazione, di soluzioni per le crisi in Siria e in Libia, di pace in Medio Oriente, ma soprattutto di responsabilità comune e di collaborazione alla riunione ministeriale dell’Unione per il Mediterraneo che abbiamo tenuto oggi a Barcellona. Dalla Bosnia al Marocco, dalla Francia a Israele, attorno al tavolo c’erano 43 paesi uniti non solo dalla geografia, visto che condividiamo la stessa parte di mondo, ma anche da una storia che arriva fino ai tempi difficili che ci troviamo a vivere.

Nel bene e nel male le nostre vicende si sono sempre intrecciate, ed è così anche ora. Se parliamo della minaccia posta da Daesh, della radicalizzazione, delle tante persone che lasciano la propria terra per cercare una vita migliore altrove, parliamo di sfide che riguardano tutti. E per questo non possiamo che affrontarle insieme. Vale per i paesi dell’Unione Europea ma anche per i nostri vicini: non è un caso che a presiedere l’incontro oggi fossero l’Ue, con me, e la Giordania, con il Ministro degli Esteri Nasser Judeh.

Ma oltre alle sfide, ad unirci ci sono le opportunità: lo sviluppo economico, gli scambi commerciali, l’energia, la protezione dell’ambiente, la cultura. E più di ogni altra cosa, le nostre società, unite dall’energia dei nostri giovani, da radici culturali comuni e dalla stessa voglia di lavorare insieme per il futuro della nostra regione. Il messaggio più forte, di fronte al terrorismo che cerca di farci credere di essere gli uni i nemici degli altri, è proprio la nostra unità.