Fabrizia, le vittime di Berlino e la nostra risposta al terrore

Fabrizia, le vittime di Berlino e la nostra risposta al terrore

Ancora una volta la nostra regione è colpita da una violenza priva di senso. A Berlino, è stata colpita la normalità della vita quotidiana alla vigilia delle feste e la nostra “meglio gioventù”. Fabrizia Di Lorenzo, la ragazza italiana morta nell’attentato, ha la faccia dell’Europa migliore: aperta, intraprendente, pienamente europea. Ad Ankara, l’assassinio dell’ambasciatore russo in Turchia, Andrei Karlov. E, pochi giorni prima, in Giordania, e alla chiesa copta del Cairo. La sola risposta efficace al terrorismo è una risposta comune. Una risposta comune europea, innanzitutto, col lavoro che abbiamo avviato per una vera Unione della sicurezza e della difesa. Ma anche e soprattutto una risposta comune con i nostri partner, i nostri vicini nella regione.

È quello che ho detto presiedendo in questi giorni la riunione tra i ministri degli esteri dei paesi dell’Unione Europea e quelli dei paesi della Lega araba, al Cairo. Qui i miei interventi in apertura e in chiusura dell’incontro.

Abbiamo parlato di Siria, innanzitutto, e di un lavoro comune che l’iniziativa regionale dell’Unione Europea sta cercando di costruire, per preparare una transizione politica, una vera riconciliazione nazionale, e la conseguente ricostruzione di un paese distrutto. Ne ho parlato in queste ore con il ministro degli esteri turco, ma anche con tanti ministri dei paesi arabi che ho incontrato bilateralmente al Cairo. Nelle prossime settimane questo lavoro continuerà, a Bruxelles.

E abbiamo parlato, con i nostri partner del mondo arabo, del nostro impegno per riavviare il processo di pace tra Israele e Palestina. Un lavoro che resta una priorità per l’Unione Europea, anche attraverso il nostro ruolo nel Quartetto, insieme a Russia, Stati Uniti e Nazioni Unite.

Continuiamo a lavorare con tutti i nostri partner, nella regione. Per la Libia, dopo la liberazione di Sirte (qui il comunicato). Col nuovo governo libanese, e martedì ho incontrato il ministro degli Esteri Gebran Bassil. Con la Giordania, con cui abbiamo firmato il Compact per creare posti di lavoro nel paese a sostegno dell’accoglienza lì dei rifugiati siriani, ed il nuovo quadro di partenariato tra Amman e l’Unione Europea. Con l’Egitto, con cui il dialogo non sempre è facile, ma è sempre necessario per sollevare anche le questioni più complicate e difficili, e con cui abbiamo firmato nuovi accordi di cooperazione per finanziare le mense scolastiche per i bambini, e le bambine, delle zone più svantaggiate del paese.

La settimana era iniziata col consiglio di associazione con un altro nostro partner importante, l’Ucraina. L’Unione Europea continua a sostenere il paese sulla strada delle riforme, per un’Ucraina migliore, più forte e più stabile, per un futuro migliore per tutti gli ucraini. Qui la conferenza stampa dopo l’incontro.