Buone notizie dalla Conferenza sull’Afghanistan

Buone notizie dalla Conferenza sull’Afghanistan

Sono stati due giorni di lavoro molto intenso, qui a Bruxelles alla Conferenza internazionale sull’Afghanistan, dopo mesi di preparativi. Ma l’impegno che abbiamo messo nell’organizzazione di questo incontro – insieme al governo afghano, con delegazioni di 75 paesi e 26 organizzazioni internazionali – ha portato ottimi risultati. Un po’ di buone notizie, in tempi in cui le buone notizie sono merce rara.

Il risultato più evidente è l’impegno collettivo a stanziare, nei prossimi quattro anni, 13,6 miliardi di euro per sostenere la crescita, l’occupazione, la sicurezza dell’Afghanistan. Nei mesi scorsi, ci siamo sentiti dire spesso che il sostegno internazionale all’Afghanistan era destinato a calare. E invece la cifra raggiunta ha superato tutte le aspettative. Con l’Unione europea in testa alla lista dei donatori, con 5 miliardi di euro. Qui qualche parola con i giornalisti entrando alla conferenza, e il mio intervento in apertura dell’incontro.

È un “nuovo patto” sull’Afghanistan, di portata globale. Ma questo nuovo patto ha anche una importante dimensione regionale. Ieri sera, per la prima volta, ho riunito i ministri di Stati Uniti, Cina, India, Pakistan, insieme al Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki Moon e ai nostri partner afghani per costruire il sostegno regionale al processo di pace e riconciliazione.

Ma questo patto internazionale e regionale non può reggersi senza un sostegno forte all’interno del paese. Il governo di unità nazionale del presidente Ashraf Ghani e del “chief executive” Abdullah Abdullah è stato un partner fondamentale per rendere questa conferenza un successo: è essenziale che la cooperazione continui, e che il governo si apra ancora di più al confronto con tutte le componenti della società afghana. Questi giorni a Bruxelles abbiamo ospitato un gran numero di organizzazioni della società civile, con un’attenzione particolare al ruolo della donne. Perché il senso del lavoro di questi giorni lo capiamo solo se guardiamo ai tre milioni di bambine che non hanno mai avuto diritto a un’istruzione, e oggi sono sedute ai banchi di scuola. A Kamia Yousufi, l’atleta afghana che ha rappresentato il suo paese alle Olimpiadi di Rio come portabandiera. Ai milioni di afghani che lavorano per un paese più giusto, più sicuro, più ricco, e finalmente in pace. Qui la conferenza stampa che ho fatto alla fine della giornata.