All’Assemblea Generale dell’Onu: una rete globale per il multilateralismo

All’Assemblea Generale dell’Onu: una rete globale per il multilateralismo

Scrivo di ritorno dall’Assemblea generale dell’Onu – la mia ultima da Alto Rappresentante: è stata la conclusione di cinque anni in cui abbiamo rafforzato come non mai la collaborazione tra Unione europea e Nazioni Unite, e abbiamo reso l’Unione europea un punto di riferimento globale per tutti quelli che credono che il nostro mondo vada governato insieme, unendo le forze, e non cercando finte soluzioni unilaterali.  Come sempre ci siamo occupati delle grandi crisi di oggi – dal lavoro per preservare l’accordo sul nucleare iraniano, al compromesso raggiunto tra regime e opposizione in Siria sul “comitato costituzionale”; dal tentativo di riavviare un negoziato politico in Libia, al lavoro per il Venezuela con il Gruppo di contatto e la conferenza internazionale che abbiamo annunciato in sostegno dei profughi venezuelani. Con un’idea di fondo: cercare di portare tutti gli attori rilevanti intorno allo stesso tavolo, e tenere sempre al centro le Nazioni Unite. È il miglior modo di difendere e rafforzare il sistema multilaterale, nei fatti e non solo a parole.   Nuova energia per il multilateralismo  Ne ho discusso con Antonio Guterres, il segretario generale dell’Onu, all’inizio dell’Assemblea generale (qui il comunicato). Ma soprattutto è un’idea che abbiamo messo in pratica durante questi giorni. Ad esempio con la task force tra Unione europea, Unione africana e agenzie dell’Onu, grazie alla quale più di cinquantamila migranti sono stati trasferiti  dalla Libia. Oppure con la nuova partnership che abbiamo creato con l’Alleanza del Pacifico (il gruppo formato da Messico, Colombia, Peru e Cile) per lavorare insieme su temi di interesse comune, dal clima al commercio e la creazione di posti di lavoro...
Ritorno in America Latina: Cuba, Messico e Colombia

Ritorno in America Latina: Cuba, Messico e Colombia

Scrivo di ritorno dall’America Latina, un viaggio in tre tappe tra Cuba, Messico e Colombia. Prima a Cuba, in occasione del “Consiglio congiunto UE-Cuba” – cioè il confronto annuale con le autorità cubane che abbiamo creato grazie allo storico accordo tra Unione europea e Cuba di tre anni fa. La mia visita è iniziata con un incontro col ministro degli Esteri Bruno Rodriguez, poi il Consiglio congiunto: abbiamo parlato di come accompagnare la modernizzazione dell’economia cubana, di diritti umani, di multilateralismo e cambiamento climatico, ma anche di come proteggere le nostre aziende che investono a Cuba dagli effetti delle sanzioni americane. Qui il mio intervento, qui la conferenza stampa. Poi l’incontro col presidente Miguel Díaz-Canel Bermúdez, ma ho anche incontrato esponenti della società civile e della comunità delle imprese europee che operano a Cuba. E ho visitato il Convento di Santa Clara e l’Istituto Superiore delle Arti, due luoghi importanti per la cultura e per l’economia cubana che rinasceranno grazie al sostegno dell’Unione europea. Dall’Avana a Città del Messico, per la mia seconda visita dall’inizio del mandato – la prima dall’elezione del nuovo governo. Nell’incontro con il ministro degli Esteri Marcelo Ebrard abbiamo discusso del nostro impegno comune per promuovere una governance globale multilaterale e cooperativa, ma anche di come concludere i negoziati per il nuovo accordo tra Messico e Unione europea. Non è un “semplice” patto commerciale, ma un accordo di nuova generazione che protegge i nostri lavoratori, difende l’ambiente e rafforza la nostra cooperazione politica. Di multilateralismo e cooperazione ho parlato anche in un incontro con gli studenti della principale università di Città del Messico – qui...
La mia ultima Conferenza degli Ambasciatori, e un nuovo “Erasmus” su religione e società

La mia ultima Conferenza degli Ambasciatori, e un nuovo “Erasmus” su religione e società

Scrivo da L’Avana, dove sono arrivata per il secondo incontro del “Consiglio congiunto” che abbiamo creato con lo storico accordo di cooperazione tra Unione europea e Cuba di tre anni fa. Nei prossimi giorni, da Cuba mi sposterò in Messico e Colombia. La settimana appena conclusa l’ho trascorsa invece a Bruxelles, dove abbiamo riunito come ogni settembre tutti gli ambasciatori dell’Unione europea nel mondo. Lunedì ho aperto questa mia ultima Conferenza degli ambasciatori raccontando i risultati di questi cinque anni – dalla difesa europea al sostegno al multilateralismo, dai nuovi rapporti con l’Africa al cammino dei Balcani verso l’Unione europea – qui il mio discorso. Nei giorni successivi ho accolto alla Conferenza anche Ursula van der Leyen e Charles Michel, che guideranno la Commissione e il Consiglio per i prossimi cinque anni. Venerdì, ancora a Bruxelles, ho annunciato una nuova iniziativa europea: un “Erasmus” per esponenti della società civile che si occupano di fede e inclusione sociale. In giro per il mondo ci sono tante storie straordinarie di rispetto e di coesistenza pacifica tra comunità di fede diversa. Storie di cui non si sente parlare spesso, perché l’attenzione dei media e dell’opinione pubblica si concentra inevitabilmente sugli scontri e le tensioni. Con questo Erasmus su religione e società vogliamo dare voce alle storie di successo, ma anche connettere tra loro e aiutare concretamente questi “costruttori di ponti”. Qui il mio discorso e i dettagli sull’iniziativa. In settimana ho anche incontrato il presidente moldavo Igor Dodon (qui il comunicato) e ho parlato con l’Alto Commissario dell’Onu per i rifugiati Filippo Grandi, soprattutto di Venezuela, Libia e Siria – qui il...
Europa della difesa e nucleare iraniano, il lavoro continua

Europa della difesa e nucleare iraniano, il lavoro continua

Scrivo dopo una settimana trascorsa coi ministri degli Esteri e della Difesa dell’Unione a Helsinki. Mercoledì, coi ministri della Difesa, abbiamo discusso tre questioni fondamentali per la nostra sicurezza. Per la prima volta abbiamo affrontato il tema dei cambiamenti climatici come minaccia alla nostra sicurezza comune – per affrontare insieme i conflitti causati dai cambiamenti climatici, le catastrofi naturali e per ridurre l’impatto ambientale dei nostri sistemi di difesa. Siamo tornati a occuparci poi di cyber-sicurezza e di come governare l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nei sistemi d’arma, insieme al gruppo di leader del settore tech che ho riunito nel Global Tech Panel. E poi abbiamo discusso di coordinare la presenza delle marine dei nostri Stati membri in zone di crisi o di interesse strategico per l’Europa. Infine, riunendo i ministri della Difesa con quelli degli Esteri, abbiamo discusso della nostra risposta alle minacce ibride. Il cammino verso maggiore cooperazione in Europa sulla difesa va avanti. Qui la conferenza stampa finale e le parole che ho scambiato coi giornalisti a inizio giornata. Giovedì e venerdì il lavoro è proseguito coi ministri degli Esteri. Ci siamo occupati della situazione in Medio Oriente, in particolare di Siria e delle tensioni nel Golfo, e di come preservare l’accordo sul nucleare iraniano – anche in un incontro a margine che ho convocato coi ministri di Francia, Germania e Gran Bretagna. Ci siamo occupati anche di Artico e della situazione a Hong Kong. Poi una sessione coi nostri sei partner dei Balcani, per discutere insieme di come migliorare l’integrazione di questa parte così importante d’Europa. Qui la conferenza stampa conclusiva. Venerdì ho anche incontrato a Bruxelles...
Dal Sud-Est asiatico all’Africa, per l’accordo di pace in Mozambico

Dal Sud-Est asiatico all’Africa, per l’accordo di pace in Mozambico

Scrivo alla fine di un viaggio di dieci giorni che mi ha portato nel Sud-est asiatico, e in Mozambico per la firma di un accordo di pace che mette fine a decenni di guerra. Il primo agosto sono arrivata in Tailandia, per partecipare – per la quinta volta in cinque anni – all’incontro tra Unione europea e l’organizzazione dei paesi del Sud-est asiatico (ASEAN) e al Forum regionale organizzato dall’ASEAN. In questi cinque anni Unione europea e ASEAN hanno collaborato come mai prima d’ora – sulla nostra sicurezza comune, sulle grandi crisi globali, sugli accordi per un commercio più libero e giusto, sui cambiamenti climatici. Qui il mio intervento alla riunione tra Unione europea e ASEAN. Il Forum regionale dell’ASEAN è stato l’occasione per incontrare tanti partner da tutto il mondo: oltre al premier tailandese Prayut Chan-o-cha e al ministro degli Esteri Don Pramudwinai, ho incontrato il ministro degli Esteri dell’Indonesia Retno Marsudi, del Myanmar U Kyaw Tin, della Cambogia Prak Sokhonn, della Cina Wang Yi, del Giappone Taro Kono, dell’India Subrahmanyam Jaishankar, della Repubblica di Corea Kyung-wha, della Nuova Zelanda Winston Peters, e del Canada Chrystia Freeland. Dalla Tailandia al Vietnam. Col ministro degli Esteri Pham Binh Minh e della Difesa Ngo Xuan Lich, abbiamo concluso due accordi per la partecipazione del Vietnam alle nostre missioni civili e militari e per la cooperazione nel campo del peacekeeping – qui la conferenza stampa. Ad Hanoi ho anche incontrato la presidente del Parlamento Nguyễn Thị Kim Ngân e un gruppo di studenti del programma Erasmus mundus – i migliori ambasciatori dell’Europa nel mondo (qui il video). Poi in Mozambico, per un’occasione...
Dall’Africa al Golfo. Poi la prima plenaria del nuovo Parlamento europeo

Dall’Africa al Golfo. Poi la prima plenaria del nuovo Parlamento europeo

Scrivo dopo due settimane trascorse tra l’Africa, il Golfo e Strasburgo, per la prima plenaria del nuovo Parlamento europeo. Dopo il giro dell’Asia centrale e la tappa in Ucraina di due settimane fa, sono arrivata in Burkina Faso per la quinta riunione annuale coi ministri degli Esteri dei cinque paesi del Sahel. Sono paesi che aspirano a diventare più forti e più autonomi: vogliamo continuare ad aiutarli sia sul piano dello sviluppo economico sia su quello della sicurezza, perché è nel nostro interesse di europei aiutare a costruire un Sahel più forte e più stabile. E in Burkina ho annunciato 138 milioni di euro di sostegno aggiuntivo alla Forza militare congiunta del G5 Sahel. Qui la conferenza stampa. La riunione è stata anche l’occasione per una visita bilaterale in Burkina: ho incontrato il presidente Roch Marc Kabore, il premier Christophe Dabire e il ministro degli Esteri Alpha Barry. Ma sono anche stata a visitare la scuola franco-araba El Bayane, finanziata dall’Unione europea – perché è dall’istruzione dei bambini che si inizia a costruire la forza di un paese. Dal Burkina al Mali. Oltre agli incontri col presidente Ibrahim Boubacar Keita, il governo e il ministro degli Esteri Tiébilé Dramé, ho visitato la regione del centro del paese, dove le difficoltà per la sicurezza sono più forti. Lì ho incontrato un gruppo di leader locali e rappresentanti della società civile. Spetta ai maliani aprire una nuova epoca nella storia del paese, di dialogo nazionale e lotta al terrorismo, ma noi europei siamo disposti a sostenerli con tutti i mezzi a nostra disposizione. Qui la conferenza stampa. Poi in Niger, che...