Interview to The Times of India: “In spite of Brexit, EU remains a global power, most relevant partner for India”

Interview by Indrani Bagchi. Read of The Times of India’s website You were believed to be the reason for the India-EU summit to be put on hold in 2014. What’s your view of the relationship now? Last year we had a very successful summit in Brussels. I have met regularly with Indian ministers, and I am looking forward to this visit – as the issues at stake are many and important. We cooperate intensively on security issues – from Afghanistan to the Horn of Africa – and on global matters such as sustainable development and climate change. During this visit we will also focus on trade and other bilateral dossiers, with one strong message: in spite of Britain’s decision to leave, EU remains a global power, the first global market, and the most relevant partner for India. What will it take for the India-EU free trade agreement to go through?  A free trade agreement can be a win-win for EU and India. So we are working to conclude a comprehensive and ambitious agreement, to bridge our differences in areas such as market access for some goods and services, geographical indications and public procurement. We have proposed to hold a High Level Economic and Trade Dialogue so as to move forward and address sensitive issues of both sides. Sweden is the latest victim of terror in EU. What is the thinking among EU leadership about how to tackle growing terror in Europe? First of all, terrorism is a threat not just for Europe, but for the entire international community. Inside EU we have intensified cooperation among our police forces and intelligence services. But we need to understand the magnitude of the challenge and tackle the social and economic dimension of radicalisation and recruitment, both globally...

Interview to Xinhua: EU-China cooperation “has never been so important”

Interview by Zheng Jianghua, Shuai Rong. Read on Xinhua’s website BRUSSELS, April 17 (Xinhua) — The cooperation between the European Union (EU) and China has never been so important in a moment when multilateral global governance is open to doubt, EU’s High Representative for Foreign affairs and Security Policy and European Commission Vice Presdent Federica Mogherini told Xinhua in an exclusive written interview ahead of her visit to China. China will be Mogherini’s first stop of her seven-day diplomatic trip kicking off from April 18, followed by India and Russia. In China, Mogherini will co-chair the 7th EU-China Strategic Dialogue with Chinese State Councillor Yang Jiechi on April 19, in order to lay the groundwork for the 19th EU-China Summit in Brussels scheduled for June. “The European Union and China share the view of a global order based on multilateralism and on the UN system: our cooperation has never been so important, in a moment when multilateral global governance is put in question from many sides,” Mogherini said. She underscored that a greater engagement from China in world affairs can “open so many opportunities, on so many issues of common interest,” noting that a Chinese special envoy attended the international conference on supporting the future of Syria and the region earlier this month, and praising China’s crucial role in the Afghanistan peace process. “I know there are people in the world who have concerns about a more confident and outward-looking China. I don’t share this view,” she said, adding, “China can play a very positive role on so many fields, from Afghanistan to Syria, and we Europeans are ready...

L’America mai così divisa tra conflitti politici e sociali, all’Ue più responsabilità nella leadership mondiale

di Andrea Bonanni e Alberto D’Argenio – intervista per il gruppo LENA, qui sul sito di Repubblica BRUXELLES. “Nei rapporti tra Europa e Stati Uniti si apre una fase nuova, più pragmatica. È fuori di dubbio che l’amicizia tra i nostri popoli vada di là dai cambiamenti di amministrazione perché a legarci sono la storia e il futuro: le persone, la cultura, gli investimenti, gli interessi concreti. E non credo che gli Usa siano, o possano mai diventare, una minaccia per noi europei. Ma d’ora in poi il nostro rapporto sarà meno automatico; dovremo verificare caso per caso quali siano i nostri interessi e se coincidano con quelli americani. E ci potranno essere casi in cui Europa e Stati Uniti non avranno le stesse posizioni”. Sulla parete dell’ufficio al dodicesimo piano di Palazzo Berlaymont, dove Federica Mogherini riceve i giornalisti del gruppo Lena, spicca un manifesto che raffigura il volto di Barak Obama, accanto ad un altro con la scritta “No more walls”: basta muri. Se ci fossero dubbi su dove batta il cuore dell’Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza della Ue, l’arredamento li dissipa prima ancora che lei apra bocca. Ma la sua prima mossa, dopo l’insediamento di Trump alla Casa Bianca, è stata di prendere un volo per Washington per incontrare il nuovo segretario di Stato Usa, Rex Tillerson, il consigliere per la sicurezza nazionale Michael Flynn, che si è dimesso ieri, e il consigliere della Casa Bianca Jared Kushner. Com’è andata? “Ho trovato un’atmosfera molto buona. Mi rendo conto che questo non riflette alcune uscite pubbliche. Il messaggio che nei primi contatti ufficiali...

Strumenti comuni per gestire i flussi migratori. La mia intervista al “Corriere”

Intervista di Lorenzo Cremonesi. Leggi sul sito del Corriere E’ il momento delle grandi sfide per l’Europa e la sua politica nel mondo. Vedi le svolte di Donald Trump che mettono in dubbio i tanti decenni di alleanza Eu-Usa, l’espansionismo muscolare di Vladimir Putin, la Brexit, i migranti, Isis, l’incertezza economica, l’antieuropeismo montante tra gli europei: cosa la preoccupa di più? «La mancanza di fiducia in noi stessi. I nostri partner internazionali, dall’Argentina al Giappone, continuano a dirmi che noi europei non ci rendiamo conto della nostra potenza. Mi preoccupa: siamo noi a non capire la nostra forza. In un periodo di totale stravolgimento degli equilibri geopolitici, il mondo guarda all’Europa come al partner affidabile su questioni centrali come quelle del commercio libero ed equo, diritti umani, multilateralismo, sostegno all’Onu, diplomazia che previene i conflitti, cambiamenti climatici, siamo il primo mercato mondiale, abbiamo 16 missioni militari all’estero e l’elenco è ancora lunghissimo. Insomma, siamo come una meravigliosa sedicenne che si guarda allo specchio e si vede brutta. La nostra salute fisica è perfetta, ma siamo labili di nervi, una vera crisi d’identità, di mancanza di consapevolezza. Se non conosci la tua forza, rischi di non usarla e ciò potrebbe alla lunga minare le basi della nostra potenza». Trump glorifica la Brexit, è una minaccia? «No, l’America non è una minaccia per l’Europa. I nostri legami sono antichi e più profondi di qualsiasi amministrazione Usa. Ma la politica americana deve ancora definirsi, dovremo vedere cosa farà il Congresso, che criticava Obama per essere troppo dolce con Mosca. Questa è una crisi interna americana, non nostra». Anche noi sposteremo la nostra...

The Iran nuclear deal is a success – and the whole world is safer for it

My op-ed on today’s Guardian. Read it here on their website One year ago this week, the European Union, China, France, Germany, Russia, the UK, the US and Iran began to implement the joint comprehensive plan of action on Iran’s nuclear programme. This agreement was the result of brave choices, political leadership, collective determination and hard work. A year on, we can clearly say that the Iran deal is working and we need to maintain it. To those critics who have raised concerns, both about the terms of the agreement or about the very idea of having an agreement at all with Iran, I say: take a close look at the facts. The agreement has already paid off by addressing a highly contentious and longstanding dispute in a peaceful manner. In its absence, today we might be facing one more military conflict, in a region that is already far too destabilised. The deal, one year after its implementation, is delivering on its main purpose: ensuring the purely peaceful, civilian nature of Iran’s nuclear programme. The International Atomic Energy Agency – the United Nations’ nuclear watchdog – has issued four reports on the matter and has regularly verified that Iran is complying with its nuclear-related obligations. This means that the Iranian nuclear programme has been significantly reformatted and downsized and is now subject to intense monitoring by the IAEA. The joint commission – which I coordinate – oversees constantly the implementation of the agreement, meeting regularly, which allows us to detect even minor possible deviations and to take necessary corrective measures if the need arises. The deal is also working for...

L’accordo con l’Iran funziona. Oggi il mondo è più sicuro

Un mio commento su La Repubblica di oggi. Qui sul sito di Repubblica ESATTAMENTE un anno fa, il 16 gennaio del 2016, l’Unione europea, la Cina, la Francia, la Germania, la Russia, il Regno Unito, gli Stati Uniti e l’Iran hanno avviato l’implementazione del Piano d’azione congiunto globale sul programma nucleare iraniano. È stato il frutto di scelte coraggiose, capacità di leadership politica, determinazione collettiva e lavoro intenso. A un anno di distanza, possiamo dire con chiarezza che l’accordo sta funzionando e dev’essere mantenuto. A quelli che hanno espresso perplessità, sia sulle condizioni dell’accordo sia sull’idea stessa di stringere un patto con l’Iran, voglio dire che è arrivato il momento di analizzare con attenzione i fatti. L’accordo è stato vantaggioso innanzitutto perché ha affrontato con mezzi pacifici una disputa che perdurava da molto tempo ed era fonte di serie tensioni. Senza di esso, oggi forse ci troveremmo di fronte a un altro conflitto militare in una regione già fin troppo destabilizzata. Un anno dopo la sua implementazione, l’accordo sta producendo risultati rispetto all’obbiettivo principale: garantire la natura puramente pacifica e civile del programma nucleare iraniano. L’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) — il «guardiano» nucleare delle Nazioni Unite — ha prodotto quattro rapporti sulla questione e ha compiuto ispezioni regolari per verificare che l’Iran osservasse gli impegni presi. Ciò significa che il programma nucleare iraniano è stato drasticamente riformattato e ridimensionato, e ora è sottoposto a intenso monitoraggio da parte dell’Aiea. La Commissione congiunta, da me coordinata, supervisiona costantemente l’implementazione dell’accordo, con riunioni regolari che ci consentono di individuare potenziali deviazioni, anche minime, e prendere le misure correttive necessarie qualora...