A Ginevra – per Cipro e per la Siria

A Ginevra – per Cipro e per la Siria

Scrivo di ritorno da Ginevra, dove sono stata per la conferenza internazionale su Cipro organizzata dalle Nazioni Unite per arrivare, dopo 44 anni, a riunificare il paese. Come Unione Europea, abbiamo sempre sostenuto e accompagnato i negoziati, e continueremo a farlo anche in questa fase finale. Un risultato positivo di questi difficili negoziati sarebbe importantissimo. Per i cittadini, tutti, di Cipro. Per la stabilità della regione, e dunque anche dell’Europa. Per il messaggio positivo, in questo momento così difficile, che la politica e la diplomazia funzionano.

Ma a Ginevra in questi giorni ho anche avuto modo di lavorare alla soluzione della crisi in Siria. Ieri ho avuto un nuovo lungo incontro con il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu, in vista degli incontri che si terranno ad Astana, in Kazakhstan, per consolidare il cessate il fuoco. E oggi ho visto l’inviato delle Nazioni Unite Staffan de Mistura, per preparare i colloqui tra le parti siriane, che si riapriranno a febbraio, e la conferenza che terremo a Bruxelles in primavera sul futuro della Siria. Di entrambe le cose, ho parlato a Ginevra con il nuovo Segretario Generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, aggiornandolo anche sul lavoro che stiamo portando avanti in questi giorni a Bruxelles: una serie di colloqui con i Paesi della regione per cercare un possibile terreno comune sul futuro assetto della Siria, che passerà anche e soprattutto da una difficile riconciliazione, e sulla ricostruzione. Ne parleremo lunedì, a Bruxelles, con i ministri degli Esteri dei 28 Stati Membri, al Consiglio Affari Esteri. Qui il comunicato sui colloqui in corso a Bruxelles sul futuro della Siria.

Del ruolo dell’Unione Europea in Siria, in Libia e nella regione – ma anche come attore globale – abbiamo parlato alla Valletta, a Malta, mercoledì scorso: la Commissione Europea ha incontrato il governo e il parlamento di Malta, inaugurando così il semestre di presidenza maltese dell’Unione, dedicato soprattutto ai temi legati al Mediterraneo e alle migrazioni. Proprio alla Valletta avevamo iniziato, con la conferenza del novembre 2015, un lavoro comune sull’immigrazione con i paesi africani. È un lavoro che ora sta portando i primi frutti. L’ultima assemblea generale delle Nazioni Unite ha dato una spinta ulteriore ad affrontare in modo globale temi che sono globali. La presidenza maltese comprende bene questo fenomeno epocale e ci aiuterà a mantenerlo al centro dell’agenda europea per i prossimi sei mesi.

E di immigrazione – ma anche di sicurezza, della situazione in Libia, e della partnership tra Unione Europea e Unione Africana – ho parlato martedì con il presidente del Ciad Idriss Deby Itno (qui il comunicato sull’incontro).