Come salvare vite nel Mediterraneo: la missione navale e tutto il resto

Come salvare vite nel Mediterraneo: la missione navale e tutto il resto

Meno di due mesi fa il Consiglio europeo ci ha dato l’incarico di organizzare una operazione nel Mediterraneo per salvare vite umane e per smantellare il modello di business dei trafficanti di uomini. L’operazione è stata lanciata oggi.

Forse è la prima volta che l’Europa prende così sul serio la questione dell’immigrazione, la prima volta che agiamo così in fretta e con tanta unità. L’obiettivo della missione non sono i migranti, ma i trafficanti: su questo non deve esserci alcun dubbio.

La missione navale, però, è solo un tassello della nostra strategia per salvare vite umane. Pochi giorni fa ho incontrato i ministri degli esteri dei cinque paesi del Sahel, uno snodo cruciale sulla rotta dell’immigrazione. Stiamo lavorando anche con l’Unione africana, in vista del summit di Malta. Con tutta l’Africa stiamo discutendo di opportunità economiche, soprattutto per i giovani, di controllo delle frontiere, di lotta alla criminalità internazionale.

Bisogna guardare alla radice della questione, alla povertà e alle guerre, ad esempio in Siria, Yemen e Libia. Dobbiamo lavorare con le agenzie Onu che si occupano di migranti e rifugiati nei paesi di transito.

All’operazione navale contribuiscono Stati membri da tutte le parti dell’Unione, non sono dal Sud. È un segnale importante di unità, che spero venga confermato quando verrà affrontata la dimensione domestica della questione immigrazione.