Insieme per il Sahel, e per la nostra sicurezza comune

Insieme per il Sahel, e per la nostra sicurezza comune

Oggi scrivo da Bruxelles, dopo una giornata importante dedicata al Sahel – una regione fondamentale alle porte dell’Europa.

I cinque paesi del Sahel – Mali, Niger, Ciad, Mauritania e Burkina Faso – hanno deciso di unire le forze per affrontare sfide che nessuno di loro avrebbe potuto affrontare da solo: il terrorismo, il traffico di armi, droga ed esseri umani, la creazione di lavoro per i giovani della regione. L’Unione europea ha accompagnato questo percorso fin dall’inizio, con un costante appoggio politico, con una presenza militare e civile sul territorio, con 8 miliardi di euro per lo sviluppo economico della regione. E oggi a Bruxelles abbiamo riunito i presidenti di quei cinque paesi, i capi di Stato e di governo dell’Unione europea, insieme al presidente dell’Unione africana, alle Nazioni Unite e ad altre decine di delegazioni a livello ministeriale, per mobilitare il sostegno internazionale alla forza militare comune creata dai cinque paesi, per combattere il terrorismo e le organizzazioni criminali e di trafficanti nel Sahel. Il risultato è stato superiore ad ogni aspettativa: più di 400 milioni di euro che consentiranno ai nostri partner africani di essere operativi già dal mese prossimo. Qui le parole che ho scambiato coi giornalisti a inizio giornata, qui la conferenza stampa a conclusione dei lavori.

La conferenza è stata anche l’occasione per incontri bilaterali con Moussa Faki, con il ministro degli esteri saudita Adel al Jubeir, con il ministro degli esteri del Marocco Nasser Bourita, ma anche con la cancelliera tedesca Angela Merkel e con il premier greco Alexis Tsipras.

Altre cose importanti della settimana. Innanzitutto il lavoro per la Siria: lunedì ho incontrato il leader dell’opposizione siriana Nasr al Hariri. Qui il mio comunicato sulla situazione nella Ghouta orientale. Di Siria – ma anche di Corea del Nord, di processo di pace in Medio Oriente, e della nostra cooperazione con l’Onu – ho discusso anche con il segretario generale aggiunto delle Nazioni Unite Jeffrey Feltman.

Mercoledì, a Bruxelles, ho accolto il ministro degli esteri armeno Edward Nalbandian, per rendere operativa la nuova partnership che abbiamo creato a novembre scorso tra Unione europea e Armenia. Qui il comunicato.

E sempre mercoledì ho incontrato Yair Lapid, leader del partito israeliano Yesh Atid.

Martedì ho presieduto il Consiglio dei ministri dello sviluppo dell’Unione europea. A margine del consiglio, ho incontrato Achim Steiner del Programma per lo sviluppo delle Nazioni Unite.