Una conferenza a Bruxelles per il futuro della Siria

Una conferenza a Bruxelles per il futuro della Siria

Scrivo in viaggio da Strasburgo, dove abbiamo tenuto la riunione settimanale del Collegio dei Commissari, verso Davos, dove da stasera parteciperò ad alcune sessioni del World Economic Forum e farò una serie di incontri bilaterali con interlocutori istituzionali e partner internazionali.

In giorni in cui l’attenzione mediatica si concentrerà su una complicata transizione dell’Amministrazione statunitense, il nostro lavoro resta incentrato sul ruolo che l’Unione Europea gioca, e continuerà a giocare, nella nostra regione e nel mondo. Per la pace, la sicurezza e la stabilità.

A cominciare dalla Siria, su cui abbiamo lavorato ieri a Bruxelles durante il Consiglio Affari Esteri. La nostra iniziativa regionale per preparare il futuro del paese continua, in stretto collegamento con le Nazioni Unite e tutti i paesi della regione, che hanno mandato le loro delegazioni a Bruxelles in questi giorni per discutere di come facilitare insieme la transizione politica, processi di riconciliazione, e aprire una fase di ricostruzione del Paese.

Abbiamo anche deciso che l’Unione Europea, insieme alle Nazioni Unite, ospiterà a Bruxelles in primavera una conferenza internazionale sul futuro della Siria e della regione. Sarà innanzitutto un incontro politico, per provare a chiudere questi sei anni drammatici di conflitto ad aprire il capitolo della transizione e ricostruzione. Ma sarà anche l’occasione per rafforzare il sostegno umanitario ad una popolazione stremata, dentro e fuori i confini della Siria. L’Unione Europea investe più di chiunque altro per aiutare i siriani, e continuerà a farlo: proprio questo, ed il fatto che non siamo parte in causa nel conflitto, ci dà una credibilità che oggi siamo pronti ad usare anche per facilitare una soluzione politica della crisi.

Al Consiglio abbiamo anche discusso del nostro lavoro per riavviare il processo di pace in Medio Oriente, all’indomani della conferenza tenutasi a Parigi dove ho rappresentato l’Unione Europea, insieme agli altri membri del Quartetto – Stati Uniti, Russia e Nazioni Unite. E abbiamo anche fatto il punto sul nostro impegno comune per la gestione dei flussi migratori nel Mediterraneo, in particolare attraverso la Libia, preparando le proposte che i capi di Stato e di governo dei 28 stati membri discuteranno al vertice informale di Malta a inizio febbraio.

Di questo e del sostegno dell’Unione Europea alla Libia ho parlato oggi con il Primo Ministro libico Fajez al Serraj (qui il comunicato). E qui il video della conferenza stampa che ho fatto ieri a conclusione del Consiglio (qui ci sono i botta e risposta su Israele e Palestina, sulla Siria, sui rapporti con gli Stati Uniti e la Brexit, sulle tensioni tra Belgrado e Pristina).

Infine, una parola su un anniversario importante. Esattamente un anno fa davamo il via alla messa in atto dell’accordo sul programma nucleare iraniano, e oggi possiamo dire che l’accordo è pienamente rispettato e funziona, con chiari benefici per tutta la comunità internazionale. Ne ho parlato coi giornalisti, qui il video e qui il mio editoriale in occasione dell’anniversario.

Le due riunioni di questi giorni a Parigi e a Bruxelles sono state anche l’occasione per salutare due amici. A Parigi abbiamo ringraziato John Kerry, che tra pochi giorni lascerà l’incarico da Segretario di Stato americano. Ieri invece è stato l’ultimo Consiglio Affari Esteri con Frank-Walter Steinmeier – che è stato non solo un grande ministro degli Esteri per la Germania e un grande europeo, ma un grande amico in questi due anni di lavoro comune.