In visita in Asia e nel Pacifico: così lontani, così vicini

In visita in Asia e nel Pacifico: così lontani, così vicini

Scrivo in viaggio tra Singapore e Seoul, prime tappe di una visita ufficiale in Asia e nel Pacifico che mi porterà anche in Nuova Zelanda e in Australia. È una regione geograficamente distante dall’Europa, ma cruciale per la nostra sicurezza, per la nostra economia, e per l’ottima cooperazione che abbiamo sviluppato sui principali temi globali.

In questi ultimi due giorni ero a Singapore per la riunione annuale dei paesi del Sud-Est asiatico, il forum regionale dell’Asean, e la riunione ministeriale tra Unione europea e Asean. È una regione lontanissima da noi, letteralmente agli antipodi. Ma abbiamo la stessa visione delle relazioni internazionali, del multilateralismo, del commercio, della prevenzione alla radicalizzazione e del contrasto al terrorismo, della lotta al cambiamento climatico – solo per citare alcuni dei principali terreni della nostra cooperazione, che è sempre più stretta (qui un articolo di EUobserver che ne parla). Nel nostro mondo globalizzato la pace, la sicurezza e la crescita economica in Asia e nel Pacifico sono essenziali anche per l’Europa.

Lavoriamo fianco a fianco con i nostri partner asiatici e del Pacifico per accompagnare il negoziato sulla de-nuclearizzazione della penisola coreana, e stiamo stringendo accordi commerciali con le principali economie della regione, per proteggere le nostre imprese e costruire nuove opportunità. Qui il mio intervento in apertura della riunione Ue-Asean, qui la conversazione con gli studenti della Rajaratnam School of International Studies di Singapore, e qui la mia intervista al Business Times di Singapore.

A Singapore sono stata accolta dal primo ministro Lee Hsien Loong e dal ministro degli Esteri Vivian Balakrishnan. Con il ministro degli Esteri cinese Wang Yi e giapponese Taro Kono abbiamo discusso di come rafforzare ulteriormente la nostra cooperazione bilaterale dopo due summit estremamente produttivi sia sul piano politico sia su quello economico e commerciale. Uno dei principali temi affrontati con loro è stato anche il negoziato in corso per la riconciliazione e la completa de-nuclearizzazione della penisola coreana. E proprio oggi e lunedì sarò a Seoul e nella zona demilitarizzata al confine tra le due Coree, per sostenere i negoziati e discutere il modo migliore in cui l’Unione europea può accompagnarli.

Col ministro degli Esteri indonesiano Retno Marsudi e canadese Chrystia Freeland abbiamo discusso delle nostre ottime relazioni bilaterali, ma anche di come preservare l’accordo nucleare con l’Iran, del nostro comune lavoro per proteggere i rifugiati Rohingya e il loro diritto a tornare a casa, e di Medio Oriente.

Ma a Singapore ho visto anche il ministro degli Esteri iraniano Javad Zarif, per discutere in questi giorni cruciali del nostro comune lavoro per preservare l’accordo sul programma nucleare dell’Iran.

E il ministro degli Esteri turco Mevlüt Çavuşoğlu, con cui abbiamo discusso delle nostre relazioni bilaterali, di come riavviare i negoziati per risolvere la questione di Cipro, e di Siria.

Ho anche incontrato il nuovo ministro degli Esteri malaysiano Saifuddin Abdullah, vietnamita Pham Binh Minh, thailandese Don Pramudwinai, del Bangladesh Abul Hassan Mahmood, di Timor Est Dionisio Babo Soares, del Laos Saleumxay Kommasith. Qui i due comunicati sui miei incontri in questi due giorni (venerdì e sabato).