Risposte comuni a una sfida globale. Il Rapporto del Quartetto

Risposte comuni a una sfida globale. Il Rapporto del Quartetto

Dacca, pochi giorni fa Istanbul. È chiaro a tutti ormai che siamo di fronte a una minaccia che riguarda tutti i popoli e tutti i paesi. La risposta può essere solo comune, globale, di tutta la comunità internazionale unita.

Il primo pensiero è per le vittime, le loro famiglie, i loro cari. Sono in contatto in queste ore con Paolo Gentiloni: gli ho assicurato che gli uffici e il personale della delegazione dell’Unione europea a Dacca sono a disposizione delle autorità italiane e di tutti i cittadini europei presenti oggi in Bangladesh.

È un mondo fragile, e un momento difficile della nostra storia. Ed è proprio per questo che non possiamo permetterci di arretrare. Si continua a lavorare – insieme, su più fronti, consapevoli che l’instabilità non conosce confini. Ma anche che la pace e la speranza possono essere contagiose: abbiamo il dovere e la responsabilità di coltivarle, ogni giorno.

È il motivo per cui ieri, insieme agli altri leader del Quartetto per il Medio Oriente – Ban Ki-moon per l’Onu, John Kerry per gli Usa, Sergei Lavrov per la Russia – abbiamo presentato un rapporto sugli ostacoli alla soluzione dei due Stati in Israele e Palestina, e sui passi necessari a rilanciare dei negoziati diretti tra i due popoli. Le tensioni nella regione non possono distrarci dal conflitto tra israeliani e palestinesi, anzi: evitare una nuova esplosione in Terra Santa, e lavorare per la pace, non è mai stato così urgente. Anche per togliere terreno al terrorismo.

È da un anno che lavoriamo per rilanciare il lavoro del Quartetto, e oggi abbiamo – per la prima volta in dieci anni – parole chiare e condivise, indicazioni importanti che insieme lavoreremo per attuare. Il rapporto spiega in modo molto chiaro che la soluzione dei due Stati sta diventando impraticabile, e che la situazione può solo peggiorare se non si cambia in fretta la direzione di marcia. I terribili episodi di violenza di questi giorni in Palestina e in Israele ne sono l’ennesima conferma. Per questo abbiamo indicato una serie di passi concreti, che possono essere realizzati da subito, con l’obiettivo di creare un ambiente più favorevole al rilancio di negoziati diretti tra israeliani e palestinesi.

La responsabilità principale è nelle mani dei due popoli e dei loro leader. Non possiamo imporre la pace dall’esterno. Ma la comunità internazionale – a partire dai paesi arabi e dalla nostra Europa – può fare molto per aiutare le due parti a rimettersi al lavoro verso la pace, e accompagnarle.

Qui c’è il testo del rapporto.
Qui il comunicato insieme agli altri leader del Quartetto.
Qui il video in cui presento il rapporto.