Diario dall’Onu, giorno 4: tra Siria, Palestina, Afghanistan e Balcani

Diario dall’Onu, giorno 4: tra Siria, Palestina, Afghanistan e Balcani

Scrivo dopo un’altra giornata densa di incontri alle Nazioni Unite, in un’assemblea generale dedicata al grande tema globale delle migrazioni e dei rifugiati, e attraversata dal lavoro per risolvere le crisi che circondano l’Europa. La Siria innanzitutto.

Per oggi è in programma un’altra riunione del Gruppo internazionale di sostegno alla Siria e ieri è stata una giornata di preparazione dell’incontro. Di Siria ho parlato a lungo in un colloquio a due con il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov (qui il comunicato sull’incontro), e poi con il ministro degli Esteri iraniano Javad Zarif, con il quale ho anche preparato la riunione ministeriale che oggi presiederò per fare un punto sull’attuazione dell’Accordo sul nucleare che abbiamo raggiunto un anno fa insieme con Stati Uniti, Russia, Cina, Francia, Gran Bretagna e Germania (questo è il comunicato).

Il lavoro è continuato oggi anche sulla più antica delle questioni aperte in Medio Oriente, il conflitto israelo-palestinese, con un lungo incontro con il presidente palestinese Mahmoud Abbas. In questi giorni riuniremo il Quartetto per il Medio Oriente – di cui l’Unione Europea fa parte insieme alle Nazioni Unite, alla Russia e agli Stati Uniti – per tenere in vita la prospettiva dei due stati, e incoraggiare passi concreti in questa direzione.

E ancora l’Afghanistan, che dopo decenni di conflitti ancora fatica a trovare stabilità. Ne parleremo ai primi di ottobre nella grande conferenza che abbiamo organizzato a Bruxelles e su cui abbiamo fatto un punto ieri con il ministro degli Esteri Salahuddin Rabbani.

L’assemblea generale dell’Onu è però come sempre occasione per affrontare grandi temi globali. Come la lotta al terrorismo e alla radicalizzazione, di cui abbiamo discusso al Forum globale anti terrorismo (qui c’è video). E l’impegno per il disarmo, rinnovato nella riunione ministeriale dedicata al Trattato per la messa al bando dei test nucleari (video)

E infine ancora l’immigrazione. Ne abbiamo discusso di nuovo nell’appuntamento organizzato dall’Italia e dai Paesi Bassi alle Nazioni Unite: ho ricordato l’impegno dell’Unione europea ad affrontare da un lato le urgenze e dall’altro le cause profonde di questo fenomeno epocale, con i migration compact e con il grande piano di investimenti che abbiamo lanciato. Su questo, lavoriamo a stretto contatto con l’Italia, che ho ringraziato per l’avere lanciato l’idea dei compact, su cui ora diversi paesi europei sono in prima linea (qui il video).

Alla fine della giornata, dopo molti altri incontri bilaterali (dal presidente del Mozambico ai premier della Georgia, ai ministri degli Esteri del Messico e del Brasile), un incontro con i ministri degli esteri dei sei paesi dei Balcani, avviati tutti sulla strada dell’integrazione europea. Con loro abbiamo discusso di come lavorare sempre meglio insieme, non solo sul processo di adesione all’Unione ma anche sulle tante questioni che richiedono una stretta cooperazione nella regione – dall’anti-terrorismo alla gestione dei flussi di rifugiati.

Gli altri post della settimana all’Onu
Giorno 1: Si parte con Cina e Siria
Giorno 2: Il Summit sulle migrazioni e la Clinton Global Initiative
Giorno 3: L’esempio della Colombia, il lavoro per Siria e Libia