Diario di Federica

Dalla Finlandia a Malta all’India

Dalla Finlandia a Malta all’India

Scrivo dopo una settimana iniziata con due appuntamenti dedicati al contrasto alle cosiddette “minacce ibride”. Poi Strasburgo, Malta e il vertice Unione europea-India

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Maastricht, i Balcani, l’Africa

Maastricht, i Balcani, l’Africa

Scrivo dopo una settimana trascorsa soprattutto a Bruxelles, al lavoro su Africa, Balcani e sul futuro dell’Unione europea. Giovedì ho ricordato i venticinque anni del Trattato di Maastricht, proprio nella sala dove venne firmato, insieme a studenti universitari di tutta Europa. A Maastricht abbiamo smesso di essere solo una zona di libero scambio e siamo diventati un’Unione. Da semplici consumatori, siamo diventati cittadini – con tanti diritti ma anche con la responsabilità di contribuire sempre a far funzionare la nostra Unione. Qui il video del mio discorso. Il Trattato di Maastricht parlava di “mettere fine alle divisioni del continente europeo”: non solo un sogno, ma un obiettivo concreto. E il nostro continente non sarà davvero unito fino a quando tutti i nostri partner nei Balcani non saranno entrati a far parte dell’Unione europea. Anche questa settimana abbiamo lavorato perché tutti e sei i nostri partner facciano passi avanti irreversibili nel cammino verso lʼUnione. Venerdì ho incontrato il ministro degli Esteri e vicepremier del Kosovo, Behgjet Pacolli: qui il comunicato. In settimana poi due incontri e un risultato importante sullʼAfrica. Mercoledì ho aperto la “settimana dellʼAfrica” organizzata dal gruppo dei Socialisti e democratici al Parlamento europeo. Con un hashtag, #withAfrica, simbolo del passaggio che stiamo finalmente compiendo dalla logica dei soli aiuti allo sviluppo a quella del pieno partenariato. Qui il mio discorso. E con questo spirito, questa settimana è diventato realtà il nuovo Piano europeo di investimenti esterni: un programma per aiutare le imprese europee, comprese quelle piccole e medie, a investire in Africa e nella nostra regione, in particolare nelle zone più fragili. Vogliamo creare sviluppo sostenibile in... read more
All’Assemblea generale dell’Onu

All’Assemblea generale dell’Onu

Scrivo di ritorno da New York, dove come ogni anno ho partecipato alla settimana ministeriale dell’Assemblea Generale dell’Onu. Un momento per mostrare in modo concreto il sostengo dell’Unione Europea al sistema multilaterale e alle Nazioni Unite – punto di riferimento fondamentale per cercare una soluzione pacifica alle troppe crisi di oggi. È stata una settimana intensa e a tratti difficile, con tanti risultati importanti ma anche alcuni passaggi molto complicati

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Dallo Stato dell’Unione all’Assemblea generale dell’Onu

Dallo Stato dell’Unione all’Assemblea generale dell’Onu

Scrivo in partenza per New York, per la settimana ministeriale dell’Assemblea generale dell’Onu, e dopo una sessione importante del Parlamento europeo a Strasburgo. Importante per i temi su cui abbiamo lavorato insieme ai parlamentari, e per il discorso sullo stato dell’Unione del presidente Juncker

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Uniti e determinati

Uniti e determinati

Scrivo di ritorno da Tallinn, dove ho tenuto la riunione dei ministri degli esteri e della difesa dell’Unione Europea, al termine di una settimana difficile sul piano delle tensioni internazionali, dopo l’ultimo test nucleare della Corea del Nord. A queste tensioni abbiamo saputo rispondere con determinazione e unità, con alcune decisioni importanti

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Prima di partire per l’Iran e il Sud-Est asiatico

Prima di partire per l’Iran e il Sud-Est asiatico

Si chiude una settimana ancora intensa, prima di altri due viaggi che dalla prossima settimana mi porteranno di nuovo in Iran, per la cerimonia di inaugurazione del presidente Hassan Rouhani e poi a Manila per il vertice tra Unione Europea e ASEAN e per partecipare al Forum regionale dell’ASEAN

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Di ritorno dal Kuwait

Di ritorno dal Kuwait

Scrivo di ritorno dal Kuwait, dove ho portato il sostegno dell’Unione Europea alla mediazione che l’Emiro sta portando avanti per risolvere la crisi tra Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto e Bahrein da una parte, e Qatar dall’altra

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